In Italia da troppo tempo subiamo un assurdo immobilismo a causa della politica del no!
Certo: quanto è semplice poter dire no ad una cosa non condivisa...e invece quanto è più difficile assumersi la responsabilità di una scelta, giusta o sbagliata che sia, ma comunque frutto dell'essersi caricato un problema sulle spalle, nel tentativo di risolverlo...
Credo che sia giunto il momento - in tutti gli ambiti più importanti di questo bistrattato Paese - di superare questa sciagurata fase, definibile "madre di molti delitti", perchè il non fare ha determinato una specie di anarchia più o meno strisciante, ove stuoli di approfittatori hanno potuto letteralmente ingrassare e riprodursi liberamente e senza limiti, per l'assenza di una concreta azione di contrasto contro tale malaffare.
Basta un esempio: tutti conoscono l'esistenza di problemi sociali che determinano emarginazione e criminalità, ma per la ricerca "dell'uvo di Colombo" si è sempre evitato di affrontare le questioni alla radice per cercare veramente di risolverle, avanzando per palliativi, maquillage di facciata...una spazzatina sotto il tappeto e via...
Certo: negli ultimi due anni era praticamente impossibile qualsiasi intervento: con la pseudomaggioranza più frammentaria e contraddittoria della storia di tutti gli stati moderni...
Ma oggi non è più così!
Le falle sono note e posizionate in tutte le posizioni nevralgiche del barcone Italia: non importa pensare al lato estetico della singola toppa: si mettano tutte e ben assestate, perchè ormai non sono più le barchette dei clandestini a rischiare di affondare.
E' il momento dei sì, rapidi e convinti, di chi si è preso la briga di remare, perchè qualsiasi scelta - inevitabilmente coraggiosa - sarà sempre un ottimo antidoto contro il male del no.
Soltanto domani, a navigazione ristabilita, potremo preoccuparci di dare anche una lustratina alla chiglia!
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