AVVOCATI: l'attesa infinita!
AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE 2010 ORE 20.00Ecco il testo rinvenibile dal sito del Senato sulla situazione del ddl di riforma dell'Ordinamento Forense (con il nuovo calendario dell'aula):
"
Gli emendamenti ad eventuali nuovi testi definiti dalla 2a Commissione permanente sul disegno di legge n. 601 (Riforma professione forense), a seguito del rinvio ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento, dovranno essere presentati entro le ore 13 di sabato 30 ottobre.
Martedì 2 novembre (16,30-20,30) - Mercoledì 3 novembre (9,30-13,30) - (16,30-20,30) - Giovedì 4 novembre (9,30-14) (16) - Venerdì 5 novembre (9,30) (se necessaria)
- Seguito ddl nn. 601 e connessi - Riforma professione forense
Note
I tempi per il seguito della discussione del disegno di legge n. 601 (Riforma professione forense) saranno ripartiti tra i Gruppi al fine di consentire il voto finale sul provvedimento non oltre la seduta antimeridiana di venerdì 5 novembre."In teoria, dunque, nuovo passaggio nelle Commissioni (Giustizia e, per quanto le compete, Bilancio) e votazione finale tra due settimane
AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE 2010 ORE 7,45
Il ddl di Riforma dell'Ordinamento Forense procede il suo iter in aula al Senato, ma ad una velocità di circa 5 articoli al giorno (il totale dell'articolato oggi è 66), con molti articoli accantonati per nuove valutazioni della Commissione Bilancio (ai sensi dell'art. 81 Cost.)...fatto un rapido calcolo di questo passo necessitano non meno di 10 giornate piene di lavori in aula, che tradotto sulla tempistica dei lavori parlamentari ordinari significa cinque settimane piene dedicate a questo ddl.
Oggi a fine seduta della mattina riunione dei capigruppo per decidere di contingentare i tempi (ed intenzione del Presidente di arrivare nei tempi più veloci possibili ad un voto finale)...vedremo...
AGGIORNAMENTO DEL 20 OTTOBRE 2010 ORE 13,30
Al seguente indirizzo (pagina del sito del Senato) il resoconto sommario dei lavori della mattinata appena conclusa (accantonato l'art. 10 e aprovato l'art. 11 che introduce l'assicurazione professionale obbligatoria):
http://www.senato.it/lavori/21415/150723/ultimasintesiseduta.htm
L'aula del Senato ha esaurito stasera gli argomenti posti all'ODG precedenti alla prevista ripresa dell'esame del DDL sulla riforma dell'Ordinamento Forense; nel contempo la Commissione Bilancio (5^ permanente) ha ripreso l'esame dell'articolato per il previsto parere ai sensi dell'art. 81 Cost., giungendo all'esame fino all'art. 41 (emendamenti), rispetto ai 66 totali; domani, dunque, l'aula dovrebbe riprendere fin dalla mattina con le votazioni sul DDL di riforma dell'Ordinamento Forense, con ulteriore espressione dei pareri della Commissione Bilancio sino ad esaurimento degli emendamenti presentati su tutto l'articolato; il tutto fino alla votazione finale sul DDL prevista, al massimo, la prossima settimana (come da calendario del Senato aggiornato in data odierna).
"L'eccesso numerico dei professionisti legali fa sentire la sua sinistra ripercussione sulla vita politica del Paese: l'Italia, da quando ha raggiunto la sua unità nazionale, è stata ininterrottamente governata dagli avvocati. In tutti i tempi e in tutti i Paesi, specialmente in quelli a regime democratico, i principi del foro, per naturale affinità di studi e di attitudini hanno primeggiato anche nell'arengo politico....Ma in Italia il fenomeno ha un'intensità più grave che altrove...ma in realtà tutti sanno che le leggi, nella loro formulazione tecnica sono, ormai, meno opera del Parlamento che della burocrazia; e del resto, se si deve giudicare dalla tecnica legislativa, dovremmo dire che è inutile mandare in Parlamento tanti avvocati quando le leggi vengono fuori così tecnicamente imperfette, farraginose, imprecise, frammentarie..."
Per ora prendetevi per buona questa citazione ed iniziate a valutarla nell'attualità ed a fronte di un disegno di legge all'esame del Parlamento, calendarizzato come centrale per i lavori dell'aula del Senato per la settimana a venire: il ddl di riforma dell'Ordinamento Forense.
Verrebbe da pensare che, se ci sono tanti avvocati in Parlamento (e ci sono!) e si pone il problema di affrontare la riforma dell'Ordinamento Forense:
A) vi sia un diffuso interesse a farlo seriamente
B) vi sia una particolare attenzione alla effettiva valutazione della pratica ricaduta delle norme emanande
C) vi sia una condivisione ampia dei principi cardine della riforma, traendo origine dalle concrete esigenze del Paese in relazione alla superata attualità delle norme ancora in essere.
Ed in effetti pareva in un momento storico non troppo lontano (circa un anno fa!) che sulla base di tali principi si potesse giungere ad una tempestiva approvazione della nuova legge di Ordinamento Forense:
vi era un testo approvato in sede di CNF con la collaborazione di tutte le rappresentanze forensi (istituzionali ed associative); vi era una larga condivisione della politica su un testo uscito, con il contributo di tutte le forze presenti in Parlamento, dalla Commissione Giustizia del Senato; vi era una condivisione da parte del Governo su quel testo, con sostegno del Ministro della Giustizia ad una rapida approvazione della riforma, considerata uno dei tasselli fondamentali delle previste riforme in materia di giustizia.
Ecco, ho voluto ricordare le parole di Piero Calamandrei (la citazione iniziale, è tratta dal volumetto "Troppi Avvocati" Ed. LA VOCE 1921, ristampa anastatica del 2006 a cura della Fondazione Forense Bolognese, Cap. I, par. 17, pagg. 80-82) per dimostrare come problematiche di circa 90 anni fa debbano oggi essere ritenute più che attuali, ed anzi ingrossate in termini esponenziali, se si considera che all'epoca in cui scriveva Calamandrei (la fonte è sempre il medesimo libro: Cap. I, par. 8, pagg. 42-43), il rapporto numerico (riferito a dati del 1913) era di 59 legali ogni 100.000 abitanti (21.488 tra avvocati e procuratori legali per oltre 36 milioni di abitanti in Italia), mentre oggi (fonte Sole 24 ore di martedì 12 ottobre 2010, pag. 39) - e sono passati meno di cento anni - la popolazione non è neanche raddoppiata (poco più di 60.000.000 di abitanti), ma gli avvocati sono diventati 213.000 (dato 2008, oggi se se stimano circa 230.000), con un rapporto (sul dato 2008) di circa 355 avvocati ogni 100.000 abitanti: dunque dove prima vi era la disponibilità di un avvocato (e molti con limitazioni, essendo procuratori legali), adesso ve ne sono ben 6 (senza limitazione alcuna)!
Sempre secondo il Sole 24 Ore (art. cit.) in Italia oggi vi sono 26 legali per ogni giudice (all'epoca di Calamandrei erano 2 per ogni giudice!) e, per fare alcuni paragoni la Francia ha 47.000 avvocati (rapporto con i giudici pari a 7), la Germania 147.000 (rapporto con i giudici pari a 6), la Spagna (fino ad oggi senza esami!) 155.000, così come il Regno Unito (rapporto con i giudici pari a 3).
In Italia ci sono circa 45.000 cassazionisti, in Francia 95 ed in Germania 44.
Non è, forse, giunta veramente l'ora di metter mano seriamente ad una riforma che serve soprattutto al Paese? E la prima necessità, per dare serietà alla professione legale, nel Paese ove esiste la più grossa "giungla normativa" del Mondo, è quella di introdurre una seria specializzazione forense!
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