Informazioni personali

La mia foto
Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

lunedì 5 dicembre 2011

sabato 4 ottobre 2008, 10.20.03 | danielechiezzi
Le riforme servono, ma c'è modo e modo di affrontarle.
In primo luogo servirebbe un modus procedendi degno della delicatezza tecnica della materia, perchè un conto sono i (buoni) principi ed altra cosa è il risultato concreto delle modifiche normative una volta apportate.
Utilizzo l'esempio concreto di questi giorni: l'emendamento passato per pochi voti e proposto dall'opposizione in sede di discussione parlamentare del "collegato" alla finanziaria, avente ad oggetto il divieto di proporre ricorso per Cassazione avverso sentenza di Appello che sia di totale conferma della decisione di primo grado.
Intanto una premessa: detta norma è incostituzionale per il limite imposto dal comma VII dell'art. 111 Cost., che riporto:
"Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra"
Capisco il "gioco parlamentare" maggioranza opposizione, ma almeno si documentino (tutti!) sui principi costituzionali in materia di giustizia!
E questo accadimento è figlio del modus: non si può fare una riforma della giustizia (per quanto piccola sia e questa non lo è!) in un collegato alla finanziaria...
La materia è tecnica e delicata e può essere modificata soltanto previe audizioni di tutti i soggetti della giurisdizione che possono evidenziare pregi, difetti, disfunzioni e pericoli di qualsiasi modifica normativa al riguardo.
Per farla breve dico la mia con un esempio: il giudice di primo grado (magari un onorario poco esperto) fa una sentenza ben motivata, ma applicando una legge non più in vigore, la cosa sfugge al giudice di appello (magari perchè l'appellante svolge molti altri motivi di appello su altri aspetti, dedicando poche righe al motivo di diritto, che è il più fondato) che conferma la sentenza in evidente violazione di legge.
Come è possibile pensare che non sia possibile ricorrere in Cassazione in un simile caso?
Ecco: se le riforme della giustizia debbono essere fatte con tali modalità e contenuti, allora è meglio non farle (ed invece servono ma di altro tenore e con altre modalità procedimentali per attuarle concretamente e positivamente)!

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti sono comunque filtrati