credo che sia un tema di assoluta attualità...
perchè mai ci troviamo a discutere del come e del perchè di certi processi che non sfociano in alcunchè di certo, in tempi ragionevoli?
è colpa degli avvocati?
oppure....
brevemente, ecco come la penso al riguardo, nel mio articoletto postato tra i miei files
(ndr: si riporta direttamente qui sotto in fase di trasloco)
(ndr: si riporta direttamente qui sotto in fase di trasloco)
UNA CORRETTA CULTURA DELLE INDAGINI
Si rafforza sempre più in me il fatto che in Italia manchi un corretto approccio alle indagini.
Basti un esempio per capire: in alcuni uffici di procura la notizia criminis giace per mesi prima di prendere un numero, per poi passare sul tavolo del sostituto assegnatario.
Da tale momento, in buona sostanza, il tutto si rimette “all’intuito” del singolo inquirente, che tende a seguire la “pista” preconfigurata nel proprio immaginario.
Di tal che, non di rado, la ricerca del “bruscolino” impedisce anche di vedere un “trave” che passa sotto il naso.
Ma se talvolta l’intuito personale può effettivamente condurre alla giusta soluzione, può capitare, con analoga frequenza, che per seguire la “pista” sbagliata si perda tempo prezioso e si smaterializzino elementi che, se correttamente e tempestivamente individuati, avrebbero potuto condurre alla soluzione inconfutabile del caso!
Ed è sempre più insopportabile vedere casi (e capitano, eccome se capitano!) ove l’originaria ipotesi investigativa viene mantenuta “ferma”, per non dover ammettere l’erroneità del proprio “fiuto”.
In tal modo l’ipotesi, anziché assurgere a tesi, degrada in illazione, fino a perdersi in un assioma insussistente e – come tale – assolutamente privo di riscontro e (ancor più) di prova.
E se la media nazionale ci dice che la percentuale di riti alternativi è molto bassa e quella delle assoluzioni dibattimentali molto alta, ciò è la controprova delle carenze con le quali si sono svolte le indagini.
Quando mai – finalmente – riusciremo a vedere una raccolta “asettica” di elementi di indagine, con relativo logico sviluppo, per poi giungere (quando effettivamente possibile) ad una sintesi effettivamente “inquadrante” la fattispecie esaminata, con relativa accusa mossa realmente in presenza di concreti elementi a carico…
E vi evito tutto il problema “anticipatorio” delle misure cautelati, che il discorso si farebbe ancor più triste!
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