Informazioni personali

La mia foto
Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

domenica 11 dicembre 2011

L'EUROPA NON PERDONA

martedì 10 maggio 2011, 14.32.05 | danielechiezzi
Qualcuno conosce nel dettaglio la Direttiva GAI 2001/220 e la Direttiva 2004/80/CE?
Ieri ad un convegno di studio sui maltrattamenti in famiglia un valente Sostituto ci ha illustrato tali Direttive, aggiungendo che il termine per la loro attuazione scadrà a luglio prossimo e che in difetto di regolamentazione con normativa nazionale le stesse assumeranno applicabilità diretta nel nostro Ordinamento.

In base a tali Direttive la vittima del reato diverrebbe una specie di soggetto processuale con i superpoteri, avendo più tutela dell'imputato ed addirittura il diritto al ristoro dei danni subiti persino dallo Stato, ove non possa recuperare dall'autore del reato.
Ha poi aggiunto che non esiste alcun ddl di attuazione di tali direttive...
Credo sia necessario iniziare ad occuparci di più di quanto accade in Europa, dove ormai si fanno leggi di immediata valenza nel nostro ordinamento penale, con strumenti (le Corti europee) in grado di dare piena efficacia alle decisioni quadro, come abbiamo appena visto in tema di reato di clandestinità!

Per chi vuole iniziare ad interessarsi dell'argomento un primo documento da leggere si rinviene al seguente indirizzo:
http://appinter.csm.it/incontri/relaz/20871.pdf

L' Europa ormai non perdona (ed in questo caso l'affermazione vale anche per il merito dell'argomento)...

PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE GIUDICI - PUBBLICI MINISTERI

giovedì 10 marzo 2011, 16.29.04 | danielechiezzi
Per una giustizia migliore!
E' necessario sostenere la separazione delle carriere giudici - pubblici ministeri.
Per non avere l'arbitro con la stessa maglia (e lo stesso cuore) di una delle due squadre in campo!

Iscrivetevi al gruppo su Facebook al seguente indirizzo:
http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=103042594772

e sostenete comunque questa necessaria riforma.
Proprio in queste ore l'Unione delle Camere Penali lancia un fondamentale appello alle forze politiche di opposizione, affinchè valutino senza pregiudizi l'ipotesi di riforma oggi formalizzata dal Consiglio dei Ministri e tale appello invito a leggere, riportando sotto il relativo link:

Ora o mai più...

sabato 5 marzo 2011, 11.21.43 | danielechiezzi
Come speravo la maggioranza - superato il punto più basso del consenso parlamentare (i 314 voti, con qualche astensione, che hanno comunque consentito di rimanere in piedi) - può proseguire il suo cammino sino a fine legislatura e certamente lo farà.
Due anni abbondanti nei quali si potranno fare tante cose...senza "secondi Fini" di traverso...
Ovvio che il primo pensiero - da avvocato preoccupato per la svilente condizione nella quale si trova questa (un tempo) nobile professione - è rivolto alla riforma dell'Ordinamento Forense, già approvata dal Senato e adesso in corso di esame da parte della Commissione Giustizia della Camera.

Sono appena terminate le audizioni informali e la principale presa di posizione (quella del CNF) mi convince in pieno: è urgente approvare questa riforma, anche se non nel testo uscito dall'avvocatura, ed è a questo punto preferibile anticipare i tempi approvando così com'è il testo trasmesso dal Senato.

Il principio è semplice ma efficace: in questo modo nel giro di qualche mese (auspicabilmente prima della sospensione estiva) la riforma potrebbe essere legge, con l'introduzione dei principi fondamentali, volti a restituire serietà alla professione.
Vuoi fare l'avvocato? Non è un gioco, ma una cosa seria: se lo fai lo devi fare a tempo pieno, con obbligo di formazione permanente, di assicurazione in favore dei tuoi clienti, di dimostrare che sei in grado di mantenerti con tale attività professionale e, conseguentemente, di impegnare le relative risorse per mantenerti ad un buon livello sia organizzativo che qualificativo.
vuoi fare il "medico" di base o vuoi fare lo specialista? sei libero di scegliere, ma tutti dovranno sapere esattamente quale delle due alternative hai scelto! Dunque sì alla specializzazione forense.
se comunque vuoi fare l'avvocato devi sapere che ahi regole comportamentali serie da rispettare e qualora ciò non avvenga ne dovrai subire le conseguenze, mediante adeguato procedimento disciplinare. Dunque introduzione di modifiche che distacchino il procedimento dall'attuale situazione di assoluta inidoneità.
vuoi difendere anche dinanzi alle magistrature superiori, dove il giudizio si svolge su ambiti di mera violazione di legge e serve una particolare impostazione? Dovrai dimostrare di essere in grado di saperlo fare.
Tutto è migliorabile, ma non esiste la legge perfetta. I principi sopra espressi fanno parte della riforma nel testo uscito dal Senato e ciò è sufficiente per privilegiare l'immediata entrata in vigore della nuova legge ordinamentale.
La prossima settimana riprende l'esame ordinario in Commissione (sede referente) e mi auguro che la richiesta del Governo sia quella di far approvare il testo così com'è, per anticipare i tempi della riforma.

E' troppo grosso il rischio che la Camera si perda nella disamina di modifiche richieste da più parti nelle due direzioni opposte, facendo passare molto tempo, approvando un testo modificato, con necessario rinvio al Senato in seconda lettura e...fine della legislatura!
Probabilmente passerebbero lustri prima di rimettere in moto il meccanismo della riforma.
Con oltre 230.000 avvocati iscritti agli Albi senza regole, dei quali quasi 50.000 abilitati alle magistrature superiori soltanto per una (modesta) anzianità formale, con i grossi poteri economici (banche, assicurazioni, grosse imprese in genere) che impongono modus operandi e condizioni economiche ai professionisti, che si trasformano in loro para-dipendenti.
Appunto: ora o mai più!

una "strana professione": l'avvocato!

domenica 30 gennaio 2011, 13.10.03 | danielechiezzi
Mentre è ripreso l'iter parlamentare della riforma dell'Ordinamento Forense - martedì primo febbraio la seconsa seduta in Commissione Giustizia alla Camera, ove saranno illustrati i ddl presentati alla Camera ed ora affiancati nell'esame unitamente al testo pervenuto, come approvato in prima lettura, dal Senato - è necessaria qualche piccola riflessione a latere.
Lo spunto da due recenti articoli sul Sole 24 ore:
il primo titolato: "Non è reato spingere il cliente fuori dallo studio professionale"
C'è voluta una sentenza della Cassazione - Sesta Sezione Penale n. 3014/11 depositata il 27.01.11 - per annullare un  duplice condanna ad un avvocato, condannato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, per aver dovuto fisicamente accompagnare fuori una cliente che non voleva allontanarsi.
La Cassazione ha annullato ricordando lo jus excludendi, applicabile poichè lo studio privato non è luogo indiscriminatamente aperto al pubblico, rimanendo soltanto da verificare (da ciò il rinvio in appello) la proporzionalità dei mezzi usati per l'esercizio del relativo diritto, per evitare di cadere in un "eccesso colposo", eventualmente punibile (ad es. per lesioni provocate per colpa).
Tale vicenda, in fatto e per il suo iter processuale (doppia condanna in primo e secondo grado, prima della Cassazione!) è chiaramente esemplificativa della considerazione attuale dell'avvocato...prossima allo zero.
na cliente che pensa di avere il diritto di imporre la sua presenza dentro uno studio di avvocato...giudici di merito (e prima un PM) che considerano pienamente tutelabile il solo fatto di non poter essere fisicamente accompagnati alla porta dal titolare dello studio.
Poi vale la pena di ricordare anche gli avvocati morti di recente perchè uccisi all'interno od in prossimità del proprio studio solo per fatti afferenti al proprio operato professionale...
Il secondo spunto dall'articolo: "Gli avvocati fanno il tifo contro la specializzazione" (nel sole di ieri), ove si narra l'andamento di un convegno tenutosi a Milano nel quale la platea ha applaudito la voce critica di un avvocato austriaco che ha riportato il "no" dei 5.500 legali del suo Paese alla specializzazione (un avvocato ogni 1.550 abitanti, mentre da noi siamo uno ogni 260!).
In tale articolo si ricorda che in Svizzera la specializzazione forense è stata introdotta nel 2007 ed è in piena espansione (con un progetto molto simile a quello del regolamento approvato dal nostro CNF), mentre in Francia, su un numero stabile di circa 50.000 avvocati gli specializzati (la cui figura è stata introdotta da 20 anni!) sarebbero stati 15.000 nel 1998 ed "appena" 13.000 nel 2008, con la precisazione che la figura dello specialista è molto più presente nell'area parigina rispetto a tutto il resto del Paese.
In Germania, ove sono previste venti categorie di avvocato specializzato vi sono circa 38.000 specializzati su 153.000 avvocati totali (circa il 25%).
L'articolo, che si mostra contrario alla specializzazione, riporta il fatto che il principale nemico di tale organizzazione professionale sarebbe, soprattutto in Francia, Stati Uniti e Belgio, il "binario parallelo" della pubblicità, che consente di indicare la "prevalente attività" senza richiedere la specializzazione.

Mi pare fin troppo facile replicare che proprio la libertà di scelta sia il cavallo vincente della specializzazione: nessuno è o sarà obbligato. E comuque è proprio l'eliminazione dell'indicazione di una "prevalenza" d'area legale di patrocinio che potrà restituire chiarezza.
Le due vicende in realtà dimostrano proprio l'esigenza di restituire forza e dignità ad una professione ormai in caduta libera...

Calendarizzato il ddl C. 3900 in Commissione Giustizia

sabato 22 gennaio 2011, 13.38.30 | danielechiezzi
Per la prima volta la Commissione Giustizia della Camera ha calendarizzato - per la propria seduta in sede referente di mercoledì 26 p.v. (ore 14.00) - il ddl pervenuto, in quanto approvato dal Senato, di riforma dell'ordinamento forense.
Relatore l'On. Roberto Cassinelli, PDL, avvocato civilista ed amministrativista (così dalla sua pagina nel sito della Camera) e così autodescritto nel proprio sito internet (www.robertocassinelli.it):

"Roberto Cassinelli è nato a Genova il 10 Dicembre 1956. E' coniugato ed ha due figli.
studi e professione
Conseguita la maturità classica presso il Liceo "Vittorino da Feltre" di Genova, si è laureato in giurisprudenza presso l'Università statale di Milano.
E' avvocato, patrocinante presso la suprema Corte di Cassazione ed è stato per due mandati consigliere dell'Ordine degli Avvocati del Foro di Genova.
Opera prevalentemente nel settore civile ed amministrativo, con particolare riferimento al diritto societario, bancario, finanziario, fallimentare ed alla contrattualistica.
Svolge attività di consulenza ed assistenza legale per istituti bancari e di credito di rilevanza nazionale ed europea, per gruppi industriali e commerciali, per società di servizi ed enti pubblici.
E', ed è stato, consigliere di amministrazione, sindaco, commissario giudiziale e commissario straordinario in numerose società.
E' inoltre membro del Consiglio dell'Associazione Proprietà Edilizia della Provincia di Genova.
attività politica
Da giovanissimo ha aderito al Partito Liberale Italiano, di cui il padre Giorgio è stato Vicepresidente Nazionale.
Con il P.L.I. è stato eletto tre volte al Consiglio Comunale di Genova, nel 1981, nel 1985 e nel 1990.

Ha inoltre ricoperto numerosi incarichi pubblici nell'ambito della Fiera internazionale di Genova, delle Unità Sanitarie Locali VIII e XIII, dell'Azienda per l'igiene urbana di Genova, dell'Ente per il diritto allo studio universitario della Liguria e dell'Autorità per i servizi pubblici del Comune di Genova."

Speriamo che abbia fiducia (da conterraneo e Collega sarà certo buon amico di Alpa!) nella specializzazione forense e che creda profondamente nell'esigenza di portare in porto (da buon genovese!) presto e bene la riforma dell'Ordinamento Forense!