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Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!
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domenica 11 dicembre 2011

per la separazione delle carriere giudici - pm

martedì 10 maggio 2011, 14.37.32 | danielechiezzi
 
Giovanni Falcone nel 1991 fu intervistato da Repubblica, esprimendosi chiaramente per la separazione delle carriere:
 “Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para- giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti.
 Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte” (Giovanni Falcone, La Repubblica, 3 ottobre 1991).
 La separazione delle carriere è l'anello mancante per una vera giustizia di stampo accusatorio, per completare il disegno voluto dai padri del codice di procedura penale introdotto in Italia nel 1989, per dare finalmente attuazione all'articolo 111 della Costituzione che prevede un giudice terzo e non posto (come ha fatto ieri il procuratore di Bergamo) sullo stesso piatto della bilancia della pubblica accusa.
 Tutti cercano un assassino ed è giusto cercarlo, ma una volta posto sotto processo qualcuno non si deve credere, come è facile con l'impostazione di giudice e PM sullo stesso piatto della bilancia, che ad accusa debba necessariamente corrispondere responsabilità e, conseguntemente, condanna.
 Un vero processo deve verificare compiutamente in dibattimento se l'accusa sia sorretta da elementi "al di là di ogni ragionevole dubbio", perchè la Costituzione impone l'assoluzione, senza la certezza processuale della responsabilità penale di qualsiasi imputato.
 E SE FOSSE INNOCENTE? Questo è il vero quesito di ogni processo penale, perchè non è tollerabile un condannato qualunque, un caprio espiatorio per placare le folle alla ricerca di un mostro, chiunque esso sia. Perchè non sarebbe giustizia ed il vero mostro rimarrebbe libero, protetto da un innocente in galera; libero anche di colpire.
 Ecco perchè è importante che il giudice sia completamente autonomo e privo di condizionamenti da parte del pubblico ministero: per poter valutare con assoluta autonomia ed evitare di cadere nell'errore di qualcuno che impone la sua presenza nello stesso punto della bilancia ove si trovi il giudice, quest'ultimo non libero di soppesare le ragioni poste sull'uno o sull'altro piatto, facendo liberamente oscillare l'ago fino a fermarsi sul punto di ragione, secondo gli elementi forniti dalle parti in giudizio.

http://ilbuondiritto.splinder.com/post/24530828/wwwseparazionecarriereit

martedì 10 maggio 2011, 14.32.45 | danielechiezzi
Ieri, in concomitanza con la manifestazione nazionale UCPI "Costruire la riforma", ha preso il via il sito tematico - sempre a cura UCPI - www.separazionecarriere.it. che verrà costantemente aggiornato con i contributi attuali (in primis gli esiti della manifestazione di ieri e di oggi) di tutti coloro che sono intervenuti ed interverranno sul tema.

Da notare fin da subito (interventi di ieri) la non contrarietà del Dr. Giorgio Santacroce, Presidente della Corte d'Appello di Roma, l'impegno del Ministro Alfano a portare in fondo la riforma entro la presente legislatura, con l'impegno di rimettere al referendum confermativo (trattandosi di modifica costituzionale che non verrà approvata con la maggioranza superqualificata dei due terzi ci ciascun ramo del Parlamento) e dunque al voto popolare tale riforma (che già ebbe - a costituzione invariata - un esito clamoroso al referendum abrogativo, purtroppo non raggiungendo il quorum, che però non è previsto per il referendum confermativo).
Importanti anche gli interventi adesivi dei giornalisti Luigi Covatta (ex parlamentare di area socialista) e Piero Sansonetti autorevolissima voce della sinistra.
Chiara e precisa, in senso adesivo, la voce del CNF rappresentata dal Segretario Avv. Andrea Mascherin.
Determinanti le voci del Prof. Ignacio Flores Prada (Università di Siviglia) e dell'Avv. Prof. Josè Antonio Barreiros (Università di Lisbona) che hanno illustrato la separazione delle carriere in Spagna e Portogallo (questo Paese, di recente, ha introdotto il doppio CSM).
L'impegno di tutti gli iscritti alla Camere Penali è totale su questo fronte perchè fondamentale - per il giusto processo - è il raggiungimento della terzietà del giudice, per liberarlo dalla stretta soffocante del pubblico ministero, limitandone la libertà decisionale.
Tutto questo ed altro ancora, compresi i contributi storici fondamentali (in primis quello del compianto Dr. Giovanni Falcone) su http://www.separazionecarriere.it/

PER LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE GIUDICI - PUBBLICI MINISTERI

giovedì 10 marzo 2011, 16.29.04 | danielechiezzi
Per una giustizia migliore!
E' necessario sostenere la separazione delle carriere giudici - pubblici ministeri.
Per non avere l'arbitro con la stessa maglia (e lo stesso cuore) di una delle due squadre in campo!

Iscrivetevi al gruppo su Facebook al seguente indirizzo:
http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=103042594772

e sostenete comunque questa necessaria riforma.
Proprio in queste ore l'Unione delle Camere Penali lancia un fondamentale appello alle forze politiche di opposizione, affinchè valutino senza pregiudizi l'ipotesi di riforma oggi formalizzata dal Consiglio dei Ministri e tale appello invito a leggere, riportando sotto il relativo link:

giovedì 8 dicembre 2011

martedì 21 luglio 2009, 17.52.25 | danielechiezzi
Iniziativa a sostegno di una riforma per introdurre in Italia la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
Iscriviti al gruppo su facebook per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ove vengono spiegate le ragioni della necessità di separare le carriere dei magistrati che giudicano dai magistrati che hanno la funzione di esercitare l'azione penale dopo lo svolgimento delle indagini preliminari e che dunque divengono parte nel processo
(la vignetta sopra riportata appartiene all'UNIONE DELLE CAMERE PENALI - cui sono iscritto e che mi ha autorizzato ad utilizzarla a questo fine - ed è il simbolo per la battaglia per la separazione delle carriere, può essere letta ingrandita in basso a destra su questo blog, tra le foto pubblicate)
lunedì 20 luglio 2009, 10.16.03 | danielechiezzi
Iscriviti al gruppo su facebook per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri  (la vignetta a fianco appartiene all'UNIONE DELLE CAMERE PENALI - cui sono iscritto e che mi ha autorizzato ad utilizzarla a questo fine - ed è il simbolo per la battaglia per la separazione delle carriere, può essere letta ingrandita in basso a destra su questo blog, tra le foto pubblicate)
Dal Sole 24 Ore di sabato 18 luglio 2009, pagina 24
Titolo: "Per i magistrati divieto di iscrizione ai partiti"
Viene riportata, a margine dell'articolo, parte della sentenza Corte Costituzionale n. 224 del 2009:
"La Costituzione, quindi, se non impone, tuttavia consente che il legislatore ordinario introduca, a tutela e salvaguardia dell'imparzialità e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario, il divieto di iscrizione ai partiti politici per i magistrati: quindi, per rafforzare la garanzia della loro soggezione soltanto alla Costituzione e alla legge e per evitare che l'esercizio delle loro delicate funzioni sia offuscato dall'essere essi legati ad una struttura partitica che importa anche vincoli gerarchici interni. La norma impugnata ha dato attuazione alla previsione costituzionale" (segue)

Dall'articolo si ricava che il CSM, sezione disciplinare, aveva sollevato questione di costituzionalità su una delle norme cardine della riforma Castelli che prevede - appunto - come illecito disciplinare l'iscrizione di un magistrato ad un partito politico nonchè, distintamente, la partecipazione sistematica e continuativa all'attività di partito.
Commentino (mio) a tutto cio...
Ma il CSM - definito organo di "autotutela" dell'indipendenza ed autonomia della magistratura, com'è che aveva sollevato tale questione di legittimità costituzionale?
In teoria avrebbe dovuto ben accogliere detta norma, in quanto finalizzata, evidentemente, ad incrementare l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati...

Invece il CSM ha impugnato la norma, evidentemente con l'intento di "salvaguardare" la possibilità per i magistrati di fare politica attiva...

Ma non è questa, forse, la "prova provata" che all'interno del CSM le correnti di ANM contino eccome?
E non è, dunque, la prova provata che ANM indirizzi politicamente l'organo di autogoverno?
E conseguentemente una ulteriore ragione - dimostrata - per spingere verso ulteriori riforme del sistema ed in primo luogo per giungere ad una vera e propria autonomia ed indipendenza dei giudici, tanto per iniziare separandoli costituzionalmente dai pubblici ministeri, che sono parte del processo...
Perchè questa è la prova provata che la vera indipendenza ed autonomia dei giudici non sia garantita dall'attuale struttura del CSM e che, dunque, la Costituzione, sul punto, debba ancora trovare piena applicazione...