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Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

giovedì 8 dicembre 2011

OFM...

mercoledì 8 settembre 2010, 22.02.13 | danielechiezzi
Molti di voi si accingeranno, magari per caso, a leggere questo post e... per un bel po' ci capiranno meno di zero...
Inizio col dirvi che sto ancora parlando di professione forense (e del resto lo scopo principale di questo blog è parlare di quella che, nonostante tutto, reputo la costola della mia vita che inevitabilmente mi accompagnerà sino alla morte: la professione di avvocato...perchè io non mi staccherò da lei e lei...non può staccarsi da me).
Può apparire forse follia?
Forse per qualcuno...forse oggi per troppi (credo io!)
Eppure...
Eppure c'è OFM ...l'origine (ma forse la prosecuzione) di una passione.
Oggi troppo pochi sono gli OFM (anzi, a dire il vero conosco soltanto lui)...
E la sua voglia di raccontare la professione... e con ciò e tramite ciò la vita: una visione della vita.
Non stiamo neppure dalla stessa parte politica, eppure (io piccolo come la Luna rispetto al Sole) sento di avere molto più in comune con Lui che non con la maggior parte dei miei colleghi.
OFM è un grande avvocato, un esempio, un fuoriclasse che oggi ha una gran voglia di insegnare quanto difficilmente è possibile imparare: una filosofia professionale che si perde nei lustri che furono.
Lui, allievo (prediletto?) di Calamandrei.
Oggi OFM ha creato un suo blog, per raccontare la sua professione...che rischia per lo più di rimanere tale (e cioè soltanto la sua!) perchè oggi tutto è diverso.
OFM è Oreste Flamminii Minuto, già presidente della Camera Penale di Roma, grande penalista, grande difensore della stampa e - soprattutto - della libertà.
Il suo blog (che mi appresto a linkare):
http://giochidellamemoria.wordpress.com/
Potrete, d'ora innanzi, anche evitare di leggere me, ma leggete Lui...ne vale assolutamente la pena!
P.S.: e poichè io sono niente e nessuno leggete in primo luogo la Prefazione di Francesco Petrelli, un giovane grande avvocato che ben più di me ha potuto fruire della vicinanza del grande maestro e che descrive, a modo suo, OFM (è una prosa poetica che descrive in poche parole una vita che si identifica con la professione).

Avvocato: una professione alla deriva!

giovedì 2 settembre 2010, 10.24.40 | danielechiezzi
Nel forum del sito UCPI è stata lanciata (anonimamente, chissà perchè...) la lamentela contro gli avvocati che approfittano, nelle aule penali, dell'assenza del difensore risultante in atti - può essere sia quello designato d'ufficio, sia un altro nominato di fiducia dall'imputato - per farsi avanti e subentrare nella difesa come immediatamente reperibili (quando non riescano addirittura a farsi nominare di fiducia), soprattutto nelle aule ove si tengono le direttissime (cioè i processi che si tengono subito a seguito degli arresti in flagranza di reato) e, quindi, nelle situazioni più delicate (imputato in stato di detenzione, difesa da approntare e definire in pochi attimi, con scelte processuali da esercitare subito)!
Il problema è serio e ne ho subito preso spunto per aprire su Facebook un gruppo intitolato: "Abbandono di difesa:denegata giustizia".
Perchè in effetti nessun processo potrà definirsi giusto, a prescindere dalle regole rituali (comunque fondamentali) e, addirittura, anche in caso di introduzione della auspicata separazione delle carriere tra giudici e PPMM (imprescindibile!), in assenza di una effettività della difesa affidata ad un avvocato.
Ho fatto l'esempio del triangolo isoscele che rappresenta la raffigurazione ideale del perfetto processo penale (e a dire il vero di qualsiasi giudizio): al centro e dunque sul vertice in alto si posiziona il giudice, alla base ad ai due angoli laterali si pongono a sinistra il PM ed a destra il difensore (sono le normali posizioni in aula, viste dalla base), con equisistanza dal giudice. Nel caso di abbandono di difesa l'angolo affidato all'avvocato si smussa, si ritrae, diventa una linea curva, non più capace di "pungere" (e dunque incapace di incidere sulla decisione del giudice)...si perde la possibilità di fornire al giudice una reale contrapposizione rispetto alla tesi accusatoria.
Ma questa punta dell'iceberg della decadenza professionale inizia a trovare compiuta spiegazione negli ultimi dati reddituali appena pubblicati sul Sole 24 Ore (in data 25.08.2010):
reddito medio professionale IRPEF per l'anno 2008 51.314 idem per l'anno 2009 50.351
reddito medio professionale IVA       per l'anno 2008 75.647 idem per l'anno 2009 76.012
contributo previdenziale medio          per l'anno 2008  5.848  idem per l'anno 2009   6.231
pensione media                                   per l'anno 2008 30.557 idem per l'anno 2009 23.843
da segnalare che dall'anno 2010 il contributo previdenziale è aumentato in misura considerevole (circa il 25%) mentre i parametri pensionistici sono variati al ribasso.
In sintesi (ed immagino per l'anno 2010 un ulteriore decremento dei redditi IRPEF a fronte di un incremento di tutti i costi professionali, mentre stanno per giungere sul mercato i "soliti" 10 o 15 mila nuovi avvocati, anche se sul versante opposto iniziano ad arrivare un po' ovunque le prime cancellazioni volontarie dall'albo da parte di giovani avvocati): è evidente il processo di proletarizzazione dell'avvocato, con l'ulteriore caratteristica dell'assoluta precarietà professionale di moltissimi di coloro che si sono iscritti all'albo nell'ultimo decennio.
Intanto la nuova legge professionale forense sembra finita definitivamente nel cestino...
Rimanere nello stato attuale delle cose significa in primo luogo indebolire uno dei due pilastri del "Giusto Processo", inevitabilmente basato sulla parità di due parti contrapposte: ugualmente forti dinanzi ad un giudice terzo.
Significa, in buona sostanza, rinunciare ad una vera giustizia!

Malati di trasgressivismo!

lunedì 30 agosto 2010, 17.10.45 | danielechiezzi
Ogni giorno la "stessa" notizia: un tizio fa una cosa strana e diventa subito un idolo via internet!
Una delle ultime "simili" notizie riguarda uno steward di una compagnia aerea che, avendo "ricevuto" una valigiata in testa involontaria (capita che qualche passeggero dall'aria sia poco attento con i propri bagagli!), ha "sbroccato" al punto di infamare pesantemente con la radio di bordo tutti i passeggeri, per poi dileguarsi azionando (ovviamente senza necessità alcuna) gli svicoli di emergenza (il tutto è avvenuto in fase di atterraggio)....
Per dirla in "italiano corrente" basta fare una "cazzata" per diventare un eroe mediatico! E gli esempi si potrebbero moltiplicare all'infinito.
Ne deriva che, di fatto, si scatena una specie di gara a chi la fa più grossa, perchè tanto più è clamorosa la "cazzata", tanto più è probabile che ne derivi una adeguata notorietà.
Con un effetto "emulazione" pericolosissimo.
Del resto che la nostra società fosse già malata di trasgressivismo lo si era capito da tempo, anche senza gli effetti di moltiplicazione esponenziale derivanti da You Tube e compagnia bella: quanto son belli gli "outing" più clamorosi..."diverso" è bello (in qualsiasi campo, ormai), mentre rimanere in linea con la natura dell'essere umano è out (ed il discorso non è riferito e/o limitato alle sole scelte sessuali).
E' ovvio che il mondo smaterializzato di internet rende tutto ciò assolutamente più facile (anche vendersi per una ricarica telefonica, ad esempio!)
Ed ogni ulteriore passo in avanti sembra  possibile...
Il problema vero, però, è che viviamo ancora in un mondo "reale", ma sempre più ce ne stiamo dimenticando, immergendoci quotidianamente e lungamente nel mondo virtuale.
Internet non solo è la più grande cassa di risonanza esistente: sta ormai diventando un acceleratore di particelle a ruota libera...senza alcun controllo...però quelle singole particelle siamo ognuno di noi...e come tutte le particelle accelerate il relativo comportamento tende ad impazzire.
Forse sarebbe il caso di rallentare un attimo, prima che sia troppo tardi!

Italia, sud, sviluppo

venerdì 27 agosto 2010, 17.08.28 | danielechiezzi
Per il secondo anno consecutivo le mie vacanze estive si sono alternate tra Calabria e Sicilia...
Anche questo anno mi sono divertito, tra le altre cose, a fare un mini sondaggio: "Ponte sullo Stretto si o no?"
Ed ho avuto la conferma di quanto percepito lo scorso anno: i Siciliani sono assai più favorevoli al Ponte di quanto lo siano i Calabresi...
A dire il vero questa sensazione l'ho percepita in generale in tema di "sviluppo del Sud": i Siciliani sono molto più disponibili allo sviluppo in genere ed al turismo in particolare; diverso è anche l'approccio verso il turista.
La Sicilia del Barocco (la zona da me visitata quest'anno, con puntatina (faticosa) ad Agrigento (Valle dei Templi, meravigliosa!) ha veramente tutto per accogliere il turista ed in primo luogo la naturale predisposizione della sua gente (Modica in testa!).
E la Sicilia (come del resto tutto il Sud) ha veramente bisogno di svluppo.
E sviluppo significa (inevitabilmente, con buona pace dei Verdi e dei "No qualsiasi cosa"!) strade di asfalto e di ferro, con ponti, gallerie e cavalcavia (che toglierebbero inquinamento, perchè oggi ci sono ingorghi sulle modestissime arterie esistenti!).
Messina ha impellente bisogno del Ponte: oggi (lo scorso anno no) si paga anche una eco tassa di transito (ovviamente "anda e rianda", dunque doppia!) al Comune, perchè la città è devastata dal transito veicolare (soprattutto dei TIR) che inevitabilmente la attraversano lungo un complesso percorso a serpentina per giungere dal  od andare in Continente. Il Ponte ovvierebbe in primo luogo anche a ciò (introducendo ad un nuovo tratto autostradale ben fuori Messina)...
Le linee ferroviarie siciliane sono rimaste più o meno quelle (soprattutto sul versante ionico, mentre poco conosco la zona da Messina a Palermo) che servivano i treni a vapore (ed infatti non sono elettrificate ed hanno un solo binario ambivalente).
L'autostrada Messina Catania ha notevoli segni del tempo (ed anche scarsa manutenzione), mentre un piccolo passo avanti si è fatto con il completamento della Catania-Siracusa (non ho ben capito, ma forse è una superstrada che però è meglio dell'autostrada predetta), mentre dopo Noto addio alla Siracusa-Gela (mi pare che il progetto risalga a qualche decennio fa, ma nessuna traccia di lavori!) e tagliare da Catania verso Agrigento significa...mettersi in pace con l'orologio ed armarsi di molta pazienza!

Realizzare il Ponte significherebbe dare un notevole impulso alla Sicilia, ma anche il completamento della Salerno-Reggio Calabria (il primo tratto di cento chilometri è quasi a posto, così come iniziano ad esserci diversi tratti nuovi anche più avanti, ma in alternanza a zone di lavori infiniti o di lavori neppure progettati e dunque con bruschi passaggi tra tratti nuovi e vecchi); inoltre significherebbe inevitabilmente linea ferroviaria veloce (oggi, superato il romanzo Cristo di è fermato ad Eboli, si può affermare che il vero treno si ferma a Salerno!).
Ma molto altro vi è da fare, soprattutto in Calabria, dove la pianificazione appare particolarmente arretrata e tutti i tentativi di opere infrastrutturali appaiono incredibilmente interrotti (quale esempio ben si può citare il porto di Corigliano Calabro, teoricamente importante per la sua posizione nell'alto Ionio, ma mai decollato, nè per usi industriali, nè per quelli commerciali e tanto meno per finalità turistiche).
Ogni anno, poi, i giornali riportano tristi cronache di malasanità calabrese, con alti costi sociali ed ulteriore freno allo sviluppo.
Dunque sviluppo per tutto il Sud. Che poi significherebbe progresso per il Paese nella sua integralità, perchè non possiamo continuare a procedere a due velocità...
Ma deve essere il Sud, in primo luogo, a volere il proprio sviluppo. E non mi pare - per avere esperienza ventennale di turista in Calabria e di professionista in giro per l'Italia - che tale esigenza sia unanimemente condivisa a casa loro... 
Si inizi intanto a far pagare il pedaggio in qualche tratto (nuovo) della Salerno-Reggio Calabria (nel resto d'Italia paghiamo il pedaggio autotradale!), per racimolare risorse da reinvestire subito per far progredire le grandi opere al Sud...perchè anche tale mancanza di pagamento è il segno di una mancanza di volontà!

una riflessione sul sano divertimento (e la gioventù)...

martedì 24 agosto 2010, 17.11.01 | danielechiezzi
Sono più serio del solito...
Ormai mi avvicino ai 45 anni e mio figlio ne ha compiuti 12...
In questa settimana a Montepulciano è festa: sono aperte le contrade, domenica 29 si corre il Bravìo della Botti (corsa in salita tra le 8 contrade, per oltre 1600 metri, spingendo in due una botte  - che rotola - di 80 kg, in onore di San Givanni Decollato - che ricorre giusto il 29 agosto - che si tiene ogni anno l'ultima domenica di agosto).
In queste sere (con alternanza tra le varie contrade) dopo cena e sino a mezzanotte (siamo nelle piazze del centro storico, comunque abitato, e dunque si deve anche rispettare chi vuole riposare!) si canta e si balla e le piazze sono affollate di persone di ogni età, compresi giovani e giovanissimi, che anzi sono la maggior parte di quelli che si trattengono fino alla fine...
Ieri, mentre mi godevo il piacevole spettacolo - non sono un ballerino! - in compagnia di amici, mi è sorta spontanea una domanda: ma dove stanno tutti questi giovani tutto l'anno, che non si vedono mai, neppure d'estate?
Risposta in coro dei miei amici: pub e discotece, più pub che discoteche...
Per la precisione in queste sere si può bere vino e sangria, niente superalcolici in vendita nelle varie postazioni....
Tutti si divertono felici, non succedono incidenti, il clima è di massima serenità, all'aperto e sotto gli occhi di tutti (molti conoscono molti e ci si riconosce e questo è un ottimo deterrente per..gli eccessi da "sballo")....E poi dopo mezzanotte tutti tranquilli a casa...
Basta così poco per creare sana aggregazione ed evitare che i giovani si ammassino come sardine in luoghi assai meno confortevoli, dove la denominazione comune è principalmente un bere malsano - se non peggio - e per di più con un'incomprensibile spostamento in avanti delle medesime tre ore di divertimento nel pieno della notte (con tutto quel che ne consegue in termini di incolumità pubblica)....
Perchè la nostra società si è ridotta così?
Quanto era più sano e spontaneo il divertimento dei nostri padri, dove ci scappava anche qualche "ciucca", ma senza mettere a repentaglio nessuno (e soprattutto non c'era il "di peggio di oggi")?!?
E me ne preoccupo soprattutto da padre: con figlio prossimo all'adolescenza...