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Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

domenica 6 luglio 2014

Quale sorte per l'Uccellino azzurro?

A Montepulciano siamo in pieno dibattito sulla sorte dell'asilo nido del Capoluogo.
La Giunta parla di sospensione di attività per il prossimo anno, con un accordo "ponte" con la struttura privata dell'asilo "Fausto Fumi".
Per domani sera (lunedì 7 luglio, ore 21,15) il Movimento 5 Stelle ha organizzato un incontro presso il giardino di Poggiofanti.
Io ci sarò, vedremo chi interverrà e per cosa dire.
Oggi, intanto altra presa di posizione del responsabile locale di Forza Italia, contro la chiusura.
Posizione già espressa sia dal Movimento 5 Stelle che dalla mia Lista Civica.
Vedremo la prossima evoluzione della vicenda.
Ribadisco con forza che un asilo non dovrebbe mai chiudere, essendo, semmai, altri i tagli da apportare alla spesa pubblica.
Poche domande? Le rette sono andate via via aumentando nel corso degli anni, semmai c'è da chiedersi perchè il costo del servizio è salito così alle stelle e quali correttivi apportare per restituire a tutti la fruibilità di un servizio tanto importante.
Intanto, anche a causa di questi problemi, la natalità in Italia ha raggiunto l'incredibile livello medio di 1,39 figli per donna (ovvio che il livello minimo di salvaguardia della popolazione dovrebbe essere almeno 2 figli per donna).
Se continua così non abbiamo più futuro...

lunedì 2 giugno 2014

Ci dobbiamo preoccupare?



Sotto Montepulciano, versante Canneto, c'è un fronte frana, piuttosto esteso, che è ben visibile nella foto (pubblicata ieri su Facebook da Piero Cappelli, che dovrebbe averla scattata più o meno da casa sua).

Non abbiamo, in questo momento, dati di raffronto (ad esempio foto dallo stesso punto di osservazione scattata negli anni precedenti.

Sta di fatto che la cosa desti una certa preoccupazione.

Ovviamente chiederemo tutti i dati possibili per avere un quadro completo della situazione e degli interventi programmati dall'Amministrazione.

Cliccando sulla foto si può ingrandire, per apprezzarne meglio i contenuti.

Per segnalazioni su qualsiasi tema riguardante il Comune di Montepulciano:

chiezzipermontepulciano@gmail.com

domenica 1 giugno 2014

Parcheggi, piccioni, rifiuti, decoro urbano, tassa di soggiorno...

Questi sono i temi che più mi vengono sollecitati come urgenti e vorrei approfondirli con chiunque ritenga di dover esprimere le proprie valutazioni su tali questioni.
In settimana inizierò con alcuni incontri e sono in attesa di fissarne altri.
Non abbiate paura, incontrerò chiunque voglia in modo riservato, ben sapendo dell'esistenza di un diffuso timore a far sapere che si parla con qualcuno "diverso" dalla maggioranza.
Ricordo il metodo più semplice per contattarmi, cioè una mail all'indirizzo: chiezzipermontepulciano@gmail.com

sabato 31 maggio 2014

A vostra disposizione...

Inizia l'avventura in Consiglio comunale a Montepulciano.
A questo punto sono a disposizione di tutti coloro che vorranno sottopormi problemi riguardanti le competenze del Comune, suggerire progetti, fornire indicazioni e consigli.
Non ho preclusioni verso alcuno, purchè il fine sia la migliore gestione della cosa pubblica, nell'interesse della Collettività.
Il progetto va avanti.
Non sono solo, insieme a me la mia squadra, color che mi hanno consentito, supportandomi e sopportandomi, di entrare in Consiglio.
Esamineremo qualsiasi istanza ed, ovviamente, siamo aperti ad altri ingressi in squadra, per lavorare a questo progetto.
Ricordo il fine: riuscire a far crescere il concetto di Lista Civica, così come è successo prima a Pienza (la storica vittoria di 5 anni fa, con forte riconferma adesso), poi (cioè a questa tornata elettorale) anche a Chianciano e Piancastagnaio.
Uniti per il bene comune, con i partiti che fanno un passo indietro per far agire liberamente i cittadini, questa è la vera soluzione per governare i Comuni sotto ai 15.000 abitanti.
Lavoriamoci tutti insieme, senza secondi fini.
Per contattarmi: chiezzipermontepulciano@gmail.com

sabato 26 aprile 2014

Presentata la lista per le comunali di Montepulciano

Si parte con la campagna elettorale. Su Facebook troverete il programma elettorale completo.
Iscrivetevi al gruppo "Daniele Chiezzi per Montepulciano", troverete tutto il materiale ed ogni aggiornamento, da oggi al 25 maggio.
Sono a disposizione di chiunque voglia sottopormi problemi reali relativi al Comune di Montepulciano ed al suo territorio, o comunque indicarmi tematiche da trattare.
Montepulciano ai cittadini e non più ai partiti!

domenica 24 novembre 2013

Ripartiamo in questa nuova, difficile, condizione...

Non avevo abbandonato questo blog, per semplice inerzia...
Sono passati due anni molto difficili per la legge che ha portato alla chiusura di 30 tribunali circondariali e 220 sezioni distaccate.
E contro questa decisione molto mi sono impegnato, anche se, purtroppo, senza portare a casa alcun risultato.
Un vero cataclisma, ma con differenti esiti luogo per luogo.
Per fare un esempio, a prima impressione delle due realtà che più mi riguardano: chiuso Montepulciano a Siena è arrivato un gran caos, chiuso Orvieto sembra che a Terni funzioni tutto...
Vorrei ripartire da qui, convinto (e non mi arrendo) che chiudere il tribunale di Montepulciano sia stato un grande sbaglio: in primo luogo per le notevoli distanze (da alcune zone del circondario si superano i 100 chilometri da Siena) e le effettive difficoltà di collegamento, ma anche per la carenza strutturale del palazzo di giustizia di Siena, già non idoneo per il carico precedente ed assolutamente inadeguato per far fronte al carico attuale (oltre a quello dell'ex tribunale di Montepulciano è arrivato anche quello della ex sezione distaccata di Poggibonsi).
E' attiva una commissione ministeriale che dovrebbe verificare gli esiti di questa traumatica e repentina chiusura di uffici giudiziari, secondo questo strano modo di operare: prima si è chiuso e poi si guarda se la cosa è positiva o meno.
Il territorio ex circondario di Montepulciano è per buona parte zona montana e di ciò si dovrebbe tener conto al pari di altre realtà che sembrano più sotto osservazione sotto tale profilo.
Ma questo è solo un primo spunto, molto altro c'è da dire a sarà detto...
E poi pende l'ammissione del referendum abrogativo voluto da molte regioni (ma non dalla Toscana), superato il primo scoglio (la Cassazione) adesso ci sarà quello più difficile (la Corte Costituzionale, entro febbraio 2014), per il possibile voto nella primavera 2014.
Vorrei aprire un dibattito su questo tema.
Chiunque può intervenire sul punto.

giovedì 1 marzo 2012

Noi non ci stiamo (con l'OUA)!

Piena condivisione del comunicato UCPI.
L'UCPI non aderisce all'astensione proclamata dall'OUA.
Ecco il comunicato della Giunta di ieri. I penalisti lottano per difendere i diritti dei cittadini e non quelli di bottega.

"LA POSIZIONE DELL'UNIONE SULLE LEGGI CHE RIGUARDANO LA PROFESSIONE FORENSE
In questo momento così difficile e cruciale per il destino dell'Avvocato, l'Unione continua nella strada dell'interlocuzione politica senza la debolezza di cedere ad iniziative tanto facili quanto sterili e lontane dalla nostra tradizione di garanti dei diritti di difesa dei cittadini.

COMUNICATO

L’Unione delle Camere Penali ribadisce la propria solidarietà alle istituzioni forensi ed alle iniziative che si propongono di denunciare la liquidazione di fatto della specificità della funzione forense e la sua mercificazione. Gli emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni e, soprattutto, l’odierna ripresa dell'esame del disegno di legge di riforma forense (unica via utile a modernizzare e qualificare effettivamente la figura dell’avvocato) costituiscono il segno di una possibile inversione di tendenza rispetto agli ultimi, improbabili, interventi sullo statuto del difensore. Ciò si afferma pur nella consapevolezza che l’apertura al socio di capitale, sebbene non più maggioritario, continui a rappresentare un grave vulnus all’indipendenza del difensore, e che il tirocinio svolto nelle aule universitarie e non nei Tribunali costituisca nulla più di una finzione scenica. Tuttavia, anche su questi temi, bisogna mettere alla prova dei fatti la disponibilità al confronto da ultimo dichiarata da parte delle forze parlamentari; disponibilità che deve indurre l'avvocatura, nel solco della propria storia, a coltivare il confronto, duro e aperto, con la politica, proseguendo l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa i rischi concreti che talune innovazioni comportano per la tutela effettiva dei diritti dei cittadini. Ciò impone però di evitare atteggiamenti e pratiche parasindacali, ovvero folcloristiche pretese di abdicazione all'onere volontariamente assunto di assistere, secondo un qualificante precetto costituzionale, i cittadini privi di un difensore di fiducia o, ancor peggio, quelli meno abbienti. Su questa deriva l’Unione delle Camere Penali, in ossequio ai principi che ne guidano da sempre l’attività associativa, non è disponibile ad alcuna concessione: noi continueremo a difenderli, gli ultimi, e con loro difenderemo il nostro ruolo. Soprattutto l’impegno, in questo momento, non può passare attraverso il logoramento dello strumento dell’astensione dalle udienze, che finirebbe per consolidare una posizione corporativa fine a se stessa e poco comprensibile all’esterno. Ciò, ovviamente, non significa affatto abbassare la guardia: ove i futuri sviluppi politici confermassero forme di limitazione dell’autonomia del difensore ovvero una sua dequalificazione, l'Unione della Camere Penali non esiterà a denunciare pubblicamente la prevalenza di chi vuole liquidare un ruolo, quello dell’avvocato, fondamentale per la vita democratica ed a ricorrere a forme mirate ed incisive di protesta.
Sia chiaro a tutti che i beneficiari della battaglia per il rinnovamento della professione forense, ancor più che gli avvocati, devono essere i diritti dei cittadini, che solo difensori indipendenti, di provato rigore deontologico e specializzati possono garantire effettivamente. L’Unione lavora per questo e contro qualsiasi istanza corporativa.
La Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane"

mercoledì 22 febbraio 2012

MA CHI TI DIFENDE?: lettera aperta all’opinione pubblica

A Te cittadino, soggetto della giustizia.

Vai dal dermatologo se hai la pressione alta? O dal cardiologo se hai un arrossamento sul dorso di una mano?

I diritti hanno importanza paragonabile alla salute. Perdere casa, l’onore o la libertà è forse meno grave che star male fisicamente?

E’ il Tuo diritto di difesa ad essere messo in discussione. Oggi le procedure sono sempre più complesse ed il rischio è tornare alla giustizia per i soli ricchi e potenti, che potranno sempre scegliersi il miglior difensore possibile.

Hai diritto alla miglior difesa possibile: ad un avvocato civilista se hai una causa civile e ad un penalista se hai una causa penale.

Ogni processo richiede la presenza di un difensore che sia in grado di assicurare all’anzidetto diritto “effettività” e “concretezza”, condizioni, quest’ultime, che devono necessariamente coesistere per evitare che il “diritto” rimanga solo una mera affermazione di principio, priva di sostanza. 

Quando ci rivolgiamo ad un medico abbiamo il diritto di pretendere che il medesimo sia in grado di assicurarci tutte le cure più idonee.

Quando ci rivolgiamo ad un avvocato abbiamo il diritto di pretendere, nello stesso modo e per gli stessi motivi, che egli sia in grado di assicurarci un’adeguata assistenza e difesa.

Oggi spopola l’avvocato tuttologo: si occupa di tutto, costa poco, ma i rischi sono tutti sulla Tua pelle!

Ancor più se si parla di processo penale: rischi tutto. La libertà (se Ti arrestano), il patrimonio (se Ti sequestrano beni), la dignità (se la notizia del processo a Tuo carico finisce sul giornale).

Ugualmente se sei vittima di un reato: se non hai adeguata tutela rischi di non avere sufficiente considerazione per i Tuoi diritti quale offeso o danneggiato dal reato. E’ evidente l’esigenza di uno specialista.

Oggi in Italia ci sono 250.000 avvocati, ma la legge è più o meno la stessa di quando ce n’erano 25.000. Ma oggi è consentita la pubblicità, inoltre sono stati eliminati obblighi comportamentali che costituivano garanzia per i clienti.

La colpa è anche degli avvocati, sempre meno qualificati ed attenti alle regole deontologiche; vale a dire quelle che impongono un comportamento chiaro e corretto verso i clienti e verso tutti gli altri soggetti professionali che interagiscono con lui.

Ma chi fa le leggi ha le sue gravi colpe: anziché chiedere maggior preparazione, nonchè una scelta di qualificazione specialistica a ciascun avvocato, ne allenta i profili, abbassando i margini di garanzia per i cittadini, che dagli avvocati devono essere difesi.

Noi siamo per un avvocato serio e qualificato, che scelga il settore ove operare, senza tentennamenti, per offrire la corretta e completa assistenza, che dovuta ad ogni singolo caso di cui si occupa.

I penalisti italiani che si riconoscono nell’Unione delle Camere Penali Italiane vogliono questo: serietà e capacità professionale a garanzia dei diritti di tutti, con una scelta chiara e visibile.

Chiunque dovrebbe imparare a fare una prima domanda ad un avvocato, prima di esporre il proprio caso: in quale materia lei è specializzato? Ma nessuno lo fa!

Si introducano, sì, regole nuove, ma di vera tutela dei diritti di ciascun cittadino, si imponga una specializzazione e non la libertà di occuparsi di tutto ed a qualsiasi costo.

E per costo non si intenda la parcella, ma il rischio che un diritto mal gestito possa ingiustamente essere vittima di una cattiva scelta.

Tu cittadino: esigi un avvocato preparato, curati che l’assistenza che Ti prospetta sia sempre adeguata, secondo criteri di professionalità, serietà, aggiornamento ed impegno.

Ma per far questo devi lottare per un avvocato libero: non succube di un padrone, forte del suo potere economico, che imponga una società ai suoi avvocati.

Non, dunque, un avvocato stretto nella morsa di false liberalizzazioni, che portino i soliti gruppi potenti (banche, assicurazioni, grandi aziende) a diventare i padroni degli avvocati.

Non importa, infatti, se gli avvocati siano giovani od anziani, ma conta che gli stessi siano in grado di difenderti adeguatamente.

E necessario pensarci: prima di scegliere e condividere normative che vadano nella direzione opposta, perché tra Te ed il potere riuscirai a non soccombere solo se avrai un forte avvocato al Tuo fianco, per difendere i Tuoi diritti, senza alcun timore reverenziale.

Spontaneamente, dal cuore di alcuni avvocati iscritti alle Camere Penali Italiane, che non vogliono confondersi con le manifestazioni del teatro Adriano di Roma del 23 febbraio 2012.

domenica 22 gennaio 2012

Un appello, da iscritto, ad UCPI

UCPI giustamente ha sempre rivendicato un ruolo "non sindacale" ed a tutela dei diritti nel processo penale e del processo penale, per tutti, la nuova norma sui "preventivi" deve essere letta con attenzione ed affrontata di petto anche da noi.

E non per questioni "sindacali".

Art. 9 (ancora non si conosce numero e data del DL) intitolato "Disposizioni sulle professioni regolamentate".

Il passggio qui di interesse:

"In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente con preventivo scritto, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita in modo omnicomprensivo.L'inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista".

Così formulata diventa un vulnus grave per la difesa penale.

Primo problema: le difese d'ufficio.

Premesso che sono totalmente abrogate le tariffe (comma 1) e che "nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigente" (comma 2), è di tutta evidenza che questo porta (ancor più di quanto non lo sia ora) a rendere mero simulacro una difesa d'ufficio.

In primo luogo perchè comunque il difensore è onerato al preventivo nei confronti anche del difeso d'ufficio (è solo eventuale ed in via subordinata la liquidazione giudiziale), spesso totalmente non collaborante, se non addirittura irrintracciabile, con la spada di Damocle costituita dalla sanzione: "illecito disciplinare"...e se un avvocato difensore è notoriamente particolarmente ligio nel pretendere il rispetto delle regole processuali, figuriamoci se un giudice (od un PM) infastidito non trovino "occasione" per richiedere un procedimento disciplinare nei confronti di quel soggetto che non ha "preventivato" i propri compensi!

In secondo luogo il latitante (anche assistito fiduciariamente)...sappiamo tutti quanto sia "pruriginoso" il contatto tra difensore e difeso latitante...e per difenderlo debbo ottenere la sua sottoscrizione su un preventivo...dunque idem come sopra.

E per gli ammessi al patrocinio a spese dello Stato? A cosa serve un preventivo, se poi c'è la liquidazione dei compensi da parte del giudice? Però sono onerato a farlo! A maggior ragione con rischi sanzionatori (cosa mai presento al giudice per la liquidazione, se non tale preventivo? e se non l'ho fatto?).

Poi passiamo alle capacità "divinatorie", nuova "specializzazione" richiesta al penalista, ben più che per qualsiasi altro avvocato.

Esempio banale e classico: si presenta un (potenziale) cliente con in mano il classico avviso 415 bis, per vicenda complessa, ove il medesimo è chiamato a rispondere per alcuni capi di imputazione, mentre altri capi di imputazione (dichiamo con connessione labile tra loro) sono addebitati ad altri soggetti.
Come è mai possibile redigere un preventivo?

Ancor peggio: fase di indagine, cliente che riceve un avviso di garanzia con invito a rendere interrogatorio al PM, ne può seguire di lì a poco l'uscita dal tunnel (archiviazione) o di un lunghissimo calvario (misura cautelare, personale e/o reale, con le varie fasi di riesame, ricorso, successivo appello e nuovo ricorso), prima ancora di giungere al processo, che potrà essere semplice, complesso, nelle varie forme di rito e così via.

Ecco, per farla breve, tutto ciò (ma si potrebbe esemplificare all'infinito, per le numerosissime peculiarità dell'attività del difensore penale, soggetta alle più svariate variabili "indipendenti dalle scelte difensive") mina alla radice la stessa attività difensiva penale, perchè mette in una posizione di assoluta debolezza qualsiasi penalista che si trovi a dover decidere "al buio" delle proprie sorti nel processo (perchè di questo si tratta).

E come si concilia, in tutto ciò, il diritto alla rinuncia della difesa? Il cui esercizio può improvvisamente rendersi necessario per le più svariate ragioni!

Insomma, veramente, non si riesce a capire come si possa continuare a fare di tuttta l'erba un fascio, quando la difesa penale (ma comunque il ruolo dell'avvocato di fronte alle opzioni difensive anche in altri ambiti del diritto) non può essere paragonata all'attività di altre professioni che sono assolutamente più in grado di redigere un preventivo "omnicomprensivo" in quanto assai meno interferiti, nella lor attività da variabili esterne. Basti pensare a quanto sia più comoda l'attività dei notai (che si fanno procurare da altri tutta la documentazione e debbono soltanto decidere quanto chiedere per redigere e stipulare un contratto).

Senza ingerenze di soggetti quali i pubblici ministeri o giudici...

Siamo all'inizio della fine della difesa penale per i più...

Poi - certo - nessun problema per i "soliti noti" (difesi e difensori)!

sabato 7 gennaio 2012

Supini al Dio Mercato!

Prendo spunto dall'articolo del Corriere della Sera che ritiene di dover elevare in gloria le prossime "liberalizzazioni", initolato "Spesa notturna e avvocato low cost", leggibile al seguente indirizzo:


Sì, certo, certo, liberazione selvaggia, nell'idolatria moderna: il Dio Mercato!...

Un tempo si diceva homo homini lupus, per evidenziare l'indole egoistica di ciascuno di noi...oggi neppure sappiamo chi governa tale indole, nella frenesia delle mille corse quotidiane...e lo vediamo con i nostri figli, troppo spesso sbandati, moralmente abbandonati, in preda agli agguati di internet e dei troppi bombardamenti tecnologici che li circondano.

Credo fortemente che la vera urgenza oggi dovrebbe essere - al contrario - quella di ricostruire il concetto di famiglia e di focolare domestico: tutti insieme seduti a semicerchio per riflettere, senza computer, televisioni, cellulari, smart o tablet vari.

Magari rileggendo tutti insieme la Costituzione (e non solo la copertina, agitata a sproposito da certi magistrati), fonte immensa dei necessari equilibri tra diritti e doveri che ognuno di noi deve sapere di avere!

venerdì 6 gennaio 2012

Un Paese ipocrita!

Basta, io inizio ad averne abbastanza!
La vicenda di Cortina sarà pure una trovata mediatica, ma non succede solo lì: non è infatti altrimenti spiegabile, visto che ieri, primo giorno di saldi, c'erano 6 km di coda per andare all'Outlet di Barberino o al The Mall di Reggello.
Aveva anche ragione Berlusconi (pur sbagliando a dirlo): i ristoranti dalle mie parti io li ho sempre visti pieni!
Allora è proprio vero: c'è molta evasione.
Chi può fa il furbo.
Poi capita che un avvocato che denuncia fino all'ultima lira (non è un lapsus, voglio proprio parlare di lire e non più di euro!), forse in preda ad una crisi economica, si sia suicidato proprio all'inizio dell'anno.
E' la verità: tutte le scuse sono buone per non pagare l'avvocato, soprattutto per quelli che girano con i mega SUV o con la Ferrari!
Via il contante: obblighiamo tutti a pagare qualsiasi cosa - anche il caffè od giornale - con il bancomat.
Ma obblighiamo le banche a concedere tali strumenti a costo zero.
Non siamo un Paese serio: ma è l'ora di diventarlo.
Da una parte c'è chi soffre; dall'altra chi specula anche sulle sofferenze altrui. E sono troppi in entrambe le categorie!
Ahh, dimenticavo: e dichiarazioni dei redditi pubbliche per chiunque, perchè è l'interesse superiore della Collettività ad imporlo, si deve sapere se il nulladichiarante viaggia in auto di lusso o vive in case da sogno!

domenica 1 gennaio 2012

L'anno che c'è già...

Un tempo si amava dire (in vista del cambio di anno): "L'anno che verrà..."
Oggi - e non solo perchè è il primo gennaio - si deve necessariamente dire: "L'anno che c'è già"!
Nel mio modo di contare, infatti, l'anno di cui sto parlando non inizia -canonicamente - il primo gennaio.
E' iniziato molti mesi or sono, quando (prima dell'estate 2011) si è iniziato a comprendere che questa "stagione" è destinata a durare piuttosto a lungo.
Parlo del periodo di tempo (quanto vorrei fosse durata solamente la scorsa "pazza estate"!) ancora non ben definibile - ma sicuramente detestabile - durante il quale governa (almeno ufficialmente o, se si preferisce, in apparenza!) l'economia. Con ciò intendendosi le dichiarate esigenze di "economia pubblica", che a ben vedere possono essere sottotitolate: "operazione tasche vuote" (se si guarda al portafogli!) o, meglio ancora: "operazione medio evo giuridico" (che a me preoccupa di più).
Se infatti andiamo a ben osservare, notiamo che da qualche mese(???) a questa parte (Bersani è talmente lontano che sembra...oggi!) con tutto quello che si "vuol spacciare" per "liberalizzazione" è in realtà in atto una vera e propria opera di smantellamento di importanti tasselli del nostro ordinamento.
Vorrei parlare di giustizia e di professione forense, ma volutamente lo evito per non passare per "partigiano".
Esemplifico, dunque, utilizzando altre categorie notoriamente prese a calci in faccia dalla riforme "pseudo-liberalizzanti".
Farmacie: stiamo parlando della salute dei cittadini...dobbiamo essere così sicuri che si debba andare verso una libera vendita dei farmaci, anche quelli più banali? Siamo sicuri che quello che apparentemente è una tutela di mercato (libera vendita almeno di certe categorie farmacologiche) non si riveli, in realtà, un grave rischio per la salute pubblica e - di ritorno - per le stesse casse dello Stato, con un prevedibile maggior spesa sanitaria per erroneo uso di farmaci? Senza farla lunga e per esemplificare: andatevi a vedere le notizie sull'abuso di paracetamolo negli USA...quanti morti e quanti intossicati acuti e/o cronici ciò comporti...per abuso di Tachipirina (o farmaco generico contenente il medesimo principio attivo e cioè - appunto - il paracetamolo).
Idem per i taxi. Siamo così sicuri che la nostra sicurezza personale possa essere lasciata nelle mani del primo conducente che ci passa (letteralmente!) per la via.
Avete mai sentito parlare delle truffe subite da ignari turisti dai tassisti abusivi? Ci sono stati anche casi di rapina...
Insomma, quello che voglio dire è banale: diritto uguale regole, uguale doveri. E' vero che un eccesso di legislazione può essere un laccio eccessivo all'iniziativa economica, ma è altrettanto vero che in una società complessa, multietnica, multiconfessionale, etc... è necessario che ci siano regole minime in tutti gli ambiti lavorativi, per consentire il rispetto effettivo del soggetto principe del mercarto: il consumatore.
Perchè non ce ne stiamo accorgendo, ma piano piano, governati dall'economia, abbiamo invertito la rotta: verso un medioevo giuridico. Una giungla impervia dove tutti noi, nel fitto della vegetazione umana richiamo continui attentati, senza alcuna protezione, rischiando inesorabilmente di soccombere. La moltitudine ancora schiava di pochi: i governanti dell'economia.
E non posso che sperare che questo anno finisca prima possibile, per dare spazio ad una nuova stagione dei diritti (e, dunque, dei doveri reciproci!), prima che sia troppo tardi.

lunedì 26 dicembre 2011

A San Silvestro in Tribunale

Gli avvocati di Montepulciano presidieranno il locale tribunale la notte di S.Silvestro, offrendo un brindisi a chi si troverà a passare davanti al portone dell'ingresso principale sito in Montepulciano, Via di Voltaia nel Corso n. 57.
Non è una manifestazione corporativa. Non è il tentativo di salvaguardare un privilegio.
Il Ministero dell'Economia, sospinto dall'Associazione Nazionale Magistrati (e per esse il CSM), ritiene di ottenere risparmi di spesa e razionalizzazione della Giustizia tagliando i tribunali sub-provinciali, vale a dire le sedi di circondario che non coincidono con il capoluogo della relativa provincia.
In realtà un simile provvedimento, senza tenere conto delle effettive realtà locali, rischia soltanto di gettare nel caos l'amministrazione della giustizia nei territori interessati, per essi dovendosi intendere gli interi territori provinciali (dunque anche quelli già amministrati dai tribunali accorpanti).
Per quanto riguarda la Provincia di Siena sono contestualmente previsti gli accorpamenti a Siena sia della sezione distaccata di Poggibonsi, sia del tribunale circondariale di Montepulciano, quando la struttura del tribunale di Siena è già incapace di accogliere decentemente il carico di lavoro attuale (con ciò intendendosi le presenze di personale di cancelleria, di magistrati, di avvocati e consulenti mediamente presenti e di cittadini interessati a vario titolo (parti processuali, testimoni, etc.).
Senza poi tener conto in particolare che le distanze riguardanti molti comuni dell'attuale circondario di Montepulciano porteranno a produrre maggiori costi e maggiori difficoltà per l'amministrazione della giustizia, con correlativi maggiori disservizi per il territorio (si pensi, ad esempio, a tre carabinieri impiegati per condurre un arrestato dal sud della provincia: non più a Montepulciano bensì a Siena, per tutto il tempo necessario per la convalida dell'arresto e per il successivo giudizio per direttissima; forze dell'Ordine che vengono sottratte al controllo del territorio per tempi assai più lunghi, con maggiori costi di servizio per trasferta, uso del mezzo, carburante, etc.).
I cittadini del sud della provincia, anzichè raggiungere Montepulciano, dovranno recarsi a Siena anche per la più banale delle pratiche (ad esempio: richieste di certificati, rinuncia ad un'eredità, richiesta di un amministratore di sostegno).
Non è questo il modo di migliorare il sistema Giustizia, è solo un'apparente spolverata alla facciata, che però fa cadere pezzi di intonaco e li lascia in mezzo alla via, a peggiorare complessivamente il funzionamento della macchina giudiziaria.

domenica 11 dicembre 2011

Tanto per riprendere il discorso...

Periodo di riflessione e preoccupazione, per tutto quello che riguarda la Giustizia, non mi pare ancora chiara la linea di condotta che spetta al nuovo Governo.
Per adesso conta solo l'economia e - francamente - parlando dei diritti, questo mi pare un pessimo timone.
Ne è in qualche modo la riprova il fatto che sia stia legiferando alla rinfusa, sulla base di generico intento di "liberalizzazione", senza avere ben chiaro cosa si debba andare a sostituire ai vecchi modelli.
Intanto tra pochi mesi le professioni saranno nel caos, essendo già legge il fatto che se entro il 13 agosto 2012 non ci saranno nuove leggi ordinamentali, i vecchi ordinamenti semplicemente verranno meno.
Dunque, per venire allo specifico, che mi riguarda: o nuovo Ordinamento Forense o nessun Ordinamento Forense...
Nessun controllo, dunque, sull'esercizio della professione forense? E come si concilia ciò con il delicatissimo ruolo che spetta ad un avvocato, ancor più nella materia penale?
Otto mesi esatti - dunque - per salvare la Giustizia, perchè una deregulation totale per gli avvocati significa una sola cosa: una Giustizia nel caos!
Se poi ci aggiungiamo che l'idea di tagliare dovrebbe portare ad eliminare 7-800 sedi giudiziarie tutte insieme (la maggior parte sedi dei Giudici di Pace, circa 200 sezioni staccate di Tribunale e circa 50 Tribunali circondariali)...volgio proprio vedere come può "ripartire" l'amministrazione della Giustizia...
E poi: siamo proprio sicuri che ciò possa avvenire "a costo zero" ed anzi con effettiva riduzione della spesa? Io ho molti dubbi al riguardo...
Per ora lancio queste riflessioni, ma nei prossimi giorni entrerò più nel dettaglio...

Trasloco forzato

Oggi 4 dicembre 2011, 30 minuti fa | danielechiezzi
Splinder ha comunicato la dismissione dei blog, dunque...trasloco forzato...ho trovato qui la mia nuova casa...(che peraltro è anche più moderna)...ci sarà anche più spazio per tutti Voi...


http://www.ilbuondiritto.blogspot.com


Vi aspetto!!!!

Pofessione forense: passo avanti, ma basterà?

giovedì 20 ottobre 2011, 9.35.42 | danielechiezzi
Veniamo dal Congresso UCPI di Rimini (tenutosi la scorsa settimana), certamente partecipato e proficuo, ma nel corso del quale sono emersi in maniera evidente tutti i dubbi sulla effettiva possibilità di portare a termine, in questa legislatura, la riforma dell'Ordinamento Forense.
Se non altro perchè l'On. Berselli (presidente della Commissione Giustizia del Senato) ha spiegato come i tempi tecnici siano molto stretti e le difficoltà di funzionamento della omologa Commissione della Camera, letteralemente a "maggioranza a giorni alterni".
Ieri è ripreso il dibattito nella Commissionepresieduta dall'On. Bongiorno e c'è stato un unico punto di condivisione: la riforma è necessaria! Il problema è che ogni gruppo di opposizione la vorrebbe a modo suo...
A parole la magioranza è coesa...si imporrà di respingere ogni emendamento, per far diventare legge in questa lettura alla Camera il testo pervenuto dal Senato?
Il passo avanti c'è stato per un notevole cambio di rotta dei Radicali (intervento di ieri dell'On. Bernardini in Commissione): è vero che vorrebbero limitare i poteri di CNF ed Ordini territoriali e riformare il procedimento disciplinare (su quest'ultimo punto, come non essere d'accordo!), ma per la prima volta parlano anche loro (finalmente se ne sono resi conto che il livello medio degli avvocati italiani è bassissimo e, dunque, confliggente con ciò che serve per elevare il livello qualitativo della giustizia!) di maggior qualificazione professionale e, dunque: maggior serietà del percorso di accesso e necessità della specializzazione (peraltro con gradevole citazione dell'Unione Camere Penali Italiane, da sempre capofila per l'introduzione della specializzazione forense.
Ed infatti l'unico grande, innovativo, decisivo, contenuto della legge in esame è l'art. 8, che introdurrebbe la specializzazione forense.
Certo, altre cose andrebbero riviste e migliorate, ma non è più rinunciabile tale risultato minimo di legislatura: se si innesca tale meccanismo virtuoso (finalmente togliere la troppa polvere accumulata sulla nostra legge professionale!) potranno in seguito essere apportati nuovi adeguamenti normativi su singoli aspetti della professione.
Il via libera c'è anche da parte del Governo, avendo ieri dichiarato il Sottosegretario Casellati, nella riunione della Commissione, che il testo della riforma in esame è assolutamente compatibile con l'art. 3, comma 5 della Manovra di agosto.
Dunque passo avanti...non resta che fare lo sforzo di raggiungere il traguardo...è ormai l'unico obiettivo, il minimo di una legislatura fallimentare (e ne saremo sempre "grati" in primo luogo a Fini!)...ce la faranno?

dramma carcere

mercoledì 21 settembre 2011, 9.22.39 | danielechiezzi
Leggo un flash d'agenzia: seduta in Senato dedicata al sovraffollamento carceri...

Basterebbero 15 giorni per fare una legge semplice (peraltro di chiaro intervento positivo sui conti dello stato, perchè ridurrebbe i costi!) per ampliare le misure alternative alla detenzione (statisticamente valide contro le recidive criminali, a differenza della detenzione non riabilitativa)... 

Tagli, ritagli...e inevitabili frattaglie!

domenica 18 settembre 2011, 12.26.23 | danielechiezzi
Prendo spunto da un articolo di Feltri sul Giornale di oggi, dove il noto giornalista dice di non volere un PDL che lascia a piedi i Carabinieri.
Cita il caso di una caserma CC della Bergamasca, che serve 50.000 abitanti e controlla un'importante arteria, ove sarebbero in forza 17 Carabinieri (numero che ritiene adeguato), ma dotati di una sola autovettura Punto PER TUTTO L'ORGANICO. 
Aggiungo che sono anni che si leggono notizie di CC, Polizia, VVFF ed altre importanti ramificazioni dello Stato (si può sempre dire "di diritto"?) più o meno lasciate a piedi.
Ora, venendo a noi e collegando detta situazione logistica, mi domando e chiedo a tutti voi: tagliare i piccoli tribunali significa aumentare le esigenze di spostamento di tutti quei soggetti, facenti parte dell'organizzazione statale, che dalle periferie dovrano poi raggiungere, quotidianamente, Procure e Tribunali "CENTRALIZZATI" per poter fornire la propria opera necessaria all'attività giurisdizionale (e prima ancora requirente).
Ci si rende conto di quanto aumenteranno i costi (ed i tempi morti) dovuti agli spostamenti, ad esempio, di una pattuglia dei CC che dovrà portare UNA NOTIZIA DI REATO (OD UN CORPO DI REATO) in Tribunale? 
Oppure si ritiene che un domani la giustizia (soprattutto quella penale) dovrà essere solo virtuale, magari semplicemente simulata come in un videogame?
Ma forse si pensa di risolvere la situazione semplicemente (dopo la riduzione dei tribunali) chiudendo anche le caserme dei CC...meno CC sul territorio = meno reati accertati (non importa se più commessi), con certo miglioramento delle statistiche sullo smaltimento dei carichi pendenti...
Appunto: tagli, ritagli...e poi dovremo accontentarci di una giustizia "frattaglia"...ma le statistiche (ed i conti dello Stato?) saranno salve.
Un po' meno la Giustizia...ma dovremo adeguarci...O no?

Ciao Oreste!

lunedì 29 agosto 2011, 15.00.33 | danielechiezzi
Ciao Oreste, mi mancheranno le Tue incredibili risposte alle mie insistenti domande sui principi della Giustizia...risposte che spesso erano altre domande, volute da Te elargire ad un piccolo avvocato di provincia come me, per rafforzare quella che deve essere in noi l'unica certezza: credere nei principi, ma dubitare di tutto!