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Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

giovedì 8 dicembre 2011

Avvocati: si chiude o...si chiude?

venerdì 19 novembre 2010, 17.15.00 | danielechiezzi
      AGGIORNAMENTO DI GIOVEDI' 18 NOVEMBRE ORE 8,15
In attesa del voto finale di martedì 23 p.v. riporto il testo approvato dell'articolo 8, per me norma cardine di tutto il nuovo impianto normativo e dal quale (in questa o nella prossima legislatura) non si potrà prescindere:
 (Specializzazioni)
    1. È riconosciuta la possibilità per gli avvocati di ottenere e indicare il titolo di specialista secondo modalità che sono stabilite con regolamento adottato dal CNF ai sensi dell'articolo 1 e acquisiti i pareri delle associazioni specialistiche costituite ai sensi del comma 9 del presente articolo.
    2. Il regolamento di cui al comma 1 prevede, in maniera da garantire libertà e pluralismo dell'offerta formativa e della relativa scelta individuale:
        a) l'elenco delle specializzazioni riconosciute, tenuto anche conto delle specificità formative imposte dai differenti riti processuali, da aggiornare almeno ogni tre anni;
        b) percorsi formativi e professionali, di durata almeno biennale, necessari per il conseguimento dei titoli di specializzazione ai quali possono accedere soltanto gli avvocati che alla data della presentazione della domanda di iscrizione abbiano maturato una anzianità di iscrizione all'albo degli avvocati, ininterrottamente e senza sospensioni, di almeno quattro anni;
        c) le prescrizioni destinate agli ordini territoriali, alle associazioni forensi, ad altri enti ed istituzioni pubbliche o private per l'organizzazione, anche di intesa tra loro, di scuole e corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista;
        d) le sanzioni per l'uso indebito dei titoli di specializzazione;
        e) i requisiti richiesti ai fini del conferimento da parte dei consigli dell'ordine del titolo di specialista agli avvocati iscritti all'albo da almeno dieci anni.
    3. Le scuole e i corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista non possono avere durata inferiore a due anni per un totale di almeno 200 ore di formazione complessive. All'esito della frequenza l'avvocato sostiene un esame di specializzazione presso il CNF, il cui esito positivo è condizione necessaria per l'acquisizione del titolo. La commissione d'esame è designata dal CNF e composta da suoi membri, da avvocati indicati dagli ordini forensi del distretto, da docenti universitari, da magistrati, da componenti indicati delle associazioni forensi di cui al comma 9.
    4. Il titolo di specialista è attribuito, e può essere revocato nel caso previsto dal comma 5, esclusivamente dal CNF.
    5. L'avvocato specialista è tenuto a curare il proprio specifico aggiornamento professionale con riferimento alla disciplina giuridica per cui ha conseguito il titolo. Il CNF stabilisce, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con proprio regolamento le modalità con cui ha luogo detto aggiornamento, i cui corsi annuali devono essere di almeno cinquanta ore. L'aggiornamento professionale in relazione alla disciplina giuridica specialistica è condizione per il mantenimento del titolo.
    6. I soggetti di cui al comma 2, lettera c), organizzano con cadenza annuale corsi di formazione continua nelle materie specialistiche conformemente al regolamento di cui al comma 1.
    7. Il conseguimento del titolo di specialista non comporta riserva di attività professionale.
    8. Gli avvocati docenti universitari in materie giuridiche e coloro che abbiano conseguito titoli specialistici universitari possono indicare il relativo titolo accademico con le opportune specificazioni.
    9. Il CNF tiene l'elenco delle associazioni aventi personalità giuridica costituite fra avvocati specialisti, che delibera di riconoscere sulla base della loro rappresentatività, diffusione territoriale e dell'eventuale accreditamento internazionale. Le associazioni non possono rilasciare attestati di specializzazione o di specifica competenza professionale.
    10. Gli avvocati che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano iscritti all'albo da almeno dieci anni sono dispensati dalla frequenza dei corsi di cui al comma 6 e sono autorizzati a qualificarsi con il titolo di specialista in una o più discipline giuridiche previo superamento dell'esame di cui al comma 3.  

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE ORE 18.10
Calendarizzati in Aula dichiarazioni di voto e voto finale martedì 23 p.v. alle ore 16,30

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE ORE 12,20
Appena terminate le votazioni su tutto l'articolato del ddl di riforma dell'ordinamento forense, rinviate a seduta successiva le finali dichiarazioni di voto sull'intero ddl (come ora risultante) ed il conseguente voto finale; tra pochi minuti la riunione dei capigruppo per la ridefinizione del calendario lavori.
AGGIORNAMENTO DI MARTEDI' 16 NOVEMBRE ORE 20,15
Siamo a circa 100 emendamenti dal primo traguardo: approvato (con modifiche) l'art. 39 (Tirocinio), vale a dire l'articolo con il record di emendamenti proposti rispetto a tutto l'articolato; eliminata la prova preselettiva prima dell'esame (in precedenza era stata eliminata la preselezione per l'accesso alla pratica) mediante eliminazione dell'art. 45. Domani si riparte dall'art. 46 (e manca l'art. 32, accantonato)...in teoria (con due sessioni) domani si dovrebbe chiudere al Senato (ed ogni valutazione di merito sul ddl potrà esser fatta quando sarà leggibile il testo integrale ufficialmente trasmesso alla Camera).

AGGIORNAMENTO DI SABATO 13 NOVEMBRE 2010 ORE 9,45
Il tema di discussione ovviamente rimane questo: io resto convinto che la storia di qualsiasi riforma debba necessariamente passare per più fasi perchè - in Italia più che altrove (basti pensare come in paesi tipo il Regno Unito ad ogni cambiamento di linea di governo ci sono veri e propri stravolgimenti e si va avanti senza guardare troppo in faccia a coloro che ne subiscano  conseguenze negative) - è impensabile riuscire ad ottenere in un sol passaggio la riforma ottimale (e poi per chi? qui siamo oltre 60 milioni ed abbiamo idee diverse su tutto, meno male che il prossimo anno si festeggia il 150° dell'unità d'Italia!).
Martedì pomeriggio sessione dell'Aula del Senato integralmente dedicata al ddl di riforma dell'Ordinamento Forense: salve le reiterate assenze del numero legale (è assurdo il meccanismo - serve sempre una maggioranza assoluta in termini di presenza in Aula - che di fatto impedisce di legiferare a pieno regime nei lavori parlamentari!) dovrebbero arrivare in fondo...e se non è martedì sera deve per forza esserlo entro il giorno successivo. Poi si vedrà...Ed in teoria si apre uno scenario interessante anche dal punto di vista costituzionale: si ipotizza lo scioglimento della sola Camera (se il Senato vota la fiducia al Governo, che non ha più i numeri alla Camera; perchè sciogliere entrambe rischia di lasciare il Paese nel caos assoluto, visto che con questa legge elettorale sembra che ad elezioni totali si avrebbero comunque due magioranze diverse nei due rami del Parlamento). Dunque l'approvazione di un ddl da parte del ramo del Parlamento che non viene sciolto rimarrebbe valida e rimarrebbe in attesa di essere esaminata dalla nuova Camera...Vedremo. Resta il fatto che il peggior male di questo Paese sia l'immobilismo!

AGGIORNAMENTO DI GIOVEDI' 11 NOVEMBRE 2010 ORE 20,30
Il ddl sulla riforma dell'Ordinamento Forense non si è ancora concluso, complici diverse verifiche del numero legale (ore di lavoro letteralmente buttate!) e alcuni interventi di rappresentanti del Governo (SPESSO A RICHIESTA DELLE OPPOSIZIONI) su temi di attualità; insomma la settimana del Senato (ma perchè mai loro iniziano i lavori il martedì pomeriggio e li terminano il giovadì pomeriggio, lavorando soltanto due giorni e mezzo, vale a dire la metà di un normale lavoratore?) si è conclusa (per quanto ci riguarda) arrivando a circa metà delgi emendamenti sull'articolo 39 (sul tirocinio) e c'è l'accantonamento su un emendamento all'art. 32; insomma siamo a 37 articoli approvati (con diverse modifiche rispetto al testo base uscito dalla Commissione Giustizia) su 66 (ma gli scogli maggiori rimangono il 39, in corso di esame ed il 46)...martedì 16 p.v. i lavori del Senato, alle ore 16,30, ripartiranno (per l'ennesima volta! con questo ddl in Aula (e speriamo che in questi giorni non ci siano alluvioni, terremoti, o scoop varii...)

Non so, in concreto, quanto possa servire in tempi brevi, dato che l'attuale quadro politico volge a...nuove elezioni e - conseguentemente - a vanificare l'attività delle singole Camere.
Sta di fatto che (in teoria) questa settimana si dovrebbe chiudere, con il voto definitivo di tutto l'articolato, il ddl sulla riforma dell'Ordinamento Forense in esame all'Aula del Senato (certo, però, la scorsa settimana è mancato il numero legale una decina di volte, facendo gettare in fumo ore di lavoro dell'Aula).
Giovedì è iniziato l'esame dell'art. 25, gli articoli in totale sono 66, quelli sui quali maggiormente insisteva il dibattito dell'opposizione sono passati e di articoli con fiumi di emendamenti, se non ricordo male, ne restano due: il 39 ed il 46, vale a dire TIROCINIO ed ESAME.
Vorrei veramente vedere approvato dal Senato questo DDL, pur nella piena consapevolezza che ben difficilmente tale vascello sarà in grado di superare le secche della Camera, arenandosi definitivamente con ... lo scioglimento anticipato del Parlamento!
Però, se non altro, ci sarà un testo base approvato da un ramo del Parlamento, da riproporre subito alla riapertura delle nuove Camere e, soprattutto da mettere "in pasto" al Congresso Nazionale Forense che si svolgerà a fine mese a Genova.
Intanto almeno una cosa la politica l'ha capito: era vera e propria follia prevedere la possibilità di svolgere un lavoro privato part-time e contemporaneamente la libera professione forense. Dunque è stato riemendato il relativo emendamento.
Come giustamente molti hanno fatto osservare sarebbe saltata la Cassa Forense (ed i giovani è bene che inizino a studiarsi la questione, perchè è la loro unica garanzia futura di pensione!), ma sarebbe andata in tilt tutta l'amministrazione della giustizia, perchè non oso pensare con quale libertà ed indipendenza avrebbero potuto esercitare la professione miriadi di dipendenti privati, nei settori più svariati (sia pure, ovviamente, con il titolo di avvocato), dovendo conciliare, anche sotto un profilo dei diversi vincoli orari,  lavoro "a comando" e lavoro libero professionale.

Una scarsa cultura giuridica generalizzata

domenica 24 ottobre 2010, 13.05.29 | danielechiezzi
Aggiornamento del 24 ottobre 2010
Nel post "Avvocato: una professione alla deriva" del 2 settembre scorso enunciavo - tratti dal Sole 24 ore - i redditi medi forensi comunicati dalla Cassa:
sul Sole 24 ore di oggi (pag 23) vi è la comunicazione di una rettifica dei redditi medi 2009: poco più di 49.000 euro anzichè quello precedentemente comunicato. Ed il presidente della Cassa parla di ulteriori prospettive di ribasso (non è ancora terminato il termine per l'invio telematico dei dati reddituali).
Si accentua dunque la tendenza al ribasso e quel che è peggio è che (secondo la stessa fonte) metà degli avvocati dichiara un reddito inferiore a 10.000 euro!
Ieri non conoscevo questi ultimi dati, che servono per evidenziare ancor più quanto sia fuori luogo l'accusa di Giannino: gli avvocati "in miseria" non potranno mai essere buoni difensori dei propri assistiti: perchè semplicemente impegnati a guadagnarsi la pagnotta!
Casualmente, navigando, ho trovato il rinvio al Chicago-blog di Oscar Giannino, giornalista che stimo.
Ma ritengo che ci sia molto da preoccuparsi al solo leggere il titolo del suo post:
"Vergogna, la lobby forense si ricompra il Parlamento"
Per chi volesse leggere il post è rinvenibile al seguente indirizzo:
http://www.chicago-blog.it/2010/10/22/vergogna-la-lobby-forense-si-ricompra-il-parlamento/
Lo "scandalo" (e quanti commenti positivi al seguito) è dovuto - udite udite! - al ripristino dei minimi tariffari e del divieto del patto di quota lite.
Ma l'ultimo degli studenti usciti da una facoltà di giurispudenza (almeno fino al 2005, perchè poi è arrivato "l'innovatore Bersani"!) è in grado di comprendere il senso del divieto del patto di quota lite (ben spiegato nei sacri testi): impedire che l'oggetto della contesa sia fatta "cosa propria dell'avvocato", poichè il sistema (la Costituzione!) impone una difesa libera da condizionamenti (ed oggi, al contrario e parallelamente all'emendamento contestato da Giannino, si è introdotta con un emendamento la professione part-time dei dipendenti privati!), svolta (obbligatoriamente!) da soggetti terzi rispetto alle parti in causa, che debbono mantenere il giusto distacco per poter valutare al meglio la situazione (e tenerla nell'ambito della legalità!) e quindi, pur dovendo fornire la miglior assistenza possibile al cliente, garantire il buon andamento dell'amministrazione della giustizia (ad esempio non aderendo alla pretesa del cliente di introdurre in giudizio prove false!).
Quanto ai minimi tariffari, basterebbe ricordare cosa è successo dopo "la lenzuolata" Bersani: banche, assicurazioni ed altri grossi potentati economici hanno iniziato ad imporre tariffe "da fame" a molti avvocati che, nella situazione di un mercato saturo di professionisti (sulla cui qualificazione media ci sarebbe molto da ridire!), si sono trovati costretti ad accettare pur di sopravvivere, di trasformandosi, di fatto, in dipendenti (nel senso etimologico del termine!) dei soggetti "danti causa". 
In questo gioco al ribasso aumentano i comportamenti non deontologicamente corretti, diminuiscono gli  approfondimenti culturali del professionista legale; viene meno la capacità di incidere nel grado di correttezza con il quale viene amministrata la giustizia, essendo sostenuta più la difesa formale che non quella sostanziale dell'assistito.
Perchè l'avvocato pagato troppo poco deve tagliare la propria formazione, i propri approfondimenti del caso, il proprio impegno.
E ciò è stato riconosciuto anche in sede di giustizia comunitaria, con recenti decisioni che hanno ben spiegato la fondatezza di minimi tariffari ragionevoli.
E' allarmante voler imporre nel settore legale una "deregulation" al pari della produzione industriale (tanto per fare un clamoroso paragone), perchè la tutela del diritto del singolo impone un alto livello di guardia, non potendo essere parificata ad altri servizi il cui costo può essere semplicemente lasciato a mere regole di mercato.
Ma il problema di fondo - quando da importanti pulpiti si lasciano partire simili strali - è la scarsa conoscenza delle problematiche tipiche della giustizia, con attegiamenti in grado di far subito molti proseliti, ma con il reale effetto di non rendere un buon servizio effettivo alla Collettività.
reddito medio professionale IRPEF per l'anno 2008 51.314 idem per l'anno 2009 50.351

AVVOCATI: l'attesa infinita!

giovedì 21 ottobre 2010, 21.01.08 | danielechiezzi
AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE 2010 ORE 20.00
Ecco il testo rinvenibile dal sito del Senato sulla situazione del ddl di riforma dell'Ordinamento Forense (con il nuovo calendario dell'aula):
"
Gli emendamenti ad eventuali nuovi testi definiti dalla 2a Commissione permanente sul disegno di legge n. 601 (Riforma professione forense), a seguito del rinvio ai sensi dell'articolo 100, comma 11, del Regolamento, dovranno essere presentati entro le ore 13 di sabato 30 ottobre.

Martedì 2 novembre (16,30-20,30) - Mercoledì 3 novembre (9,30-13,30) - (16,30-20,30) - Giovedì 4 novembre (9,30-14) (16) - Venerdì 5 novembre (9,30) (se necessaria)

  • Seguito ddl nn. 601 e connessi - Riforma professione forense

Note

I tempi per il seguito della discussione del disegno di legge n. 601 (Riforma professione forense) saranno ripartiti tra i Gruppi al fine di consentire il voto finale sul provvedimento non oltre la seduta antimeridiana di venerdì 5 novembre."
In teoria, dunque, nuovo passaggio nelle Commissioni (Giustizia e, per quanto le compete, Bilancio) e votazione finale tra due settimane


   AGGIORNAMENTO DEL 21 OTTOBRE 2010 ORE 7,45
Il ddl di Riforma dell'Ordinamento Forense procede il suo iter in aula al Senato, ma ad una velocità di circa 5 articoli al giorno (il totale dell'articolato oggi è 66), con molti articoli accantonati per nuove valutazioni della Commissione Bilancio (ai sensi dell'art. 81 Cost.)...fatto un rapido calcolo di questo passo necessitano non meno di 10 giornate piene di lavori in aula, che tradotto sulla tempistica dei lavori parlamentari ordinari significa cinque settimane piene dedicate a questo ddl.
Oggi a fine seduta della mattina riunione dei capigruppo per decidere di contingentare i tempi (ed intenzione del Presidente di arrivare nei tempi più veloci possibili ad un voto finale)...vedremo...

   

AGGIORNAMENTO DEL 20 OTTOBRE 2010 ORE 13,30     
Al seguente indirizzo (pagina del sito del Senato) il resoconto sommario dei lavori della mattinata appena conclusa (accantonato l'art. 10 e aprovato l'art. 11 che introduce l'assicurazione professionale obbligatoria):
http://www.senato.it/lavori/21415/150723/ultimasintesiseduta.htm 
    
AGGIORNAMENTO DEL 19 OTTOBRE ORE 20,40
L'aula del Senato ha esaurito stasera gli argomenti posti all'ODG precedenti alla prevista ripresa dell'esame del DDL sulla riforma dell'Ordinamento Forense; nel contempo la Commissione Bilancio (5^ permanente) ha ripreso l'esame dell'articolato per il previsto parere ai sensi dell'art. 81 Cost., giungendo all'esame fino all'art. 41 (emendamenti), rispetto ai 66 totali; domani, dunque, l'aula dovrebbe riprendere fin dalla mattina con le votazioni sul DDL di riforma dell'Ordinamento Forense, con ulteriore espressione dei pareri della Commissione Bilancio sino ad esaurimento degli emendamenti presentati su tutto l'articolato; il tutto fino alla votazione finale sul DDL prevista, al massimo, la prossima settimana (come da calendario del Senato aggiornato in data odierna).
"L'eccesso numerico dei professionisti legali fa sentire la sua sinistra ripercussione sulla vita politica del Paese: l'Italia, da quando ha raggiunto la sua unità nazionale, è stata ininterrottamente governata dagli avvocati. In tutti i tempi e in tutti i Paesi, specialmente in quelli a regime democratico, i principi del foro, per naturale affinità di studi e di attitudini hanno primeggiato anche nell'arengo politico....Ma in Italia il fenomeno ha un'intensità più grave che altrove...ma in realtà tutti sanno che le leggi, nella loro formulazione tecnica sono, ormai, meno opera del Parlamento che della burocrazia; e del resto, se si deve giudicare dalla tecnica legislativa, dovremmo dire che è inutile mandare in Parlamento tanti avvocati quando le leggi vengono fuori così tecnicamente imperfette, farraginose, imprecise, frammentarie..."
Per ora prendetevi per buona questa citazione ed iniziate a valutarla nell'attualità ed a fronte di un disegno di legge all'esame del Parlamento, calendarizzato come centrale per i lavori dell'aula del Senato per la settimana a venire: il ddl di riforma dell'Ordinamento Forense.
Verrebbe da pensare che, se ci sono tanti avvocati in Parlamento (e ci sono!) e si pone il problema di affrontare la riforma dell'Ordinamento Forense:
A) vi sia un diffuso interesse a farlo seriamente
B) vi sia una particolare attenzione alla effettiva valutazione della pratica ricaduta delle norme emanande
C) vi sia una condivisione ampia dei principi cardine della riforma, traendo origine dalle concrete esigenze del Paese in relazione alla superata attualità delle norme ancora in essere.
Ed in effetti pareva in un momento storico non troppo lontano (circa un anno fa!) che sulla base di tali principi si potesse giungere ad una tempestiva approvazione della nuova legge di Ordinamento Forense:
vi era un testo approvato in sede di CNF con la collaborazione di tutte le rappresentanze forensi (istituzionali ed associative); vi era una larga condivisione della politica su un testo uscito, con il contributo di tutte le forze presenti in Parlamento, dalla Commissione Giustizia del Senato; vi era una condivisione da parte del Governo su quel testo, con sostegno del Ministro della Giustizia ad una rapida approvazione della riforma, considerata uno dei tasselli fondamentali  delle previste riforme in materia di giustizia.
Ecco, ho voluto ricordare le parole di Piero Calamandrei (la citazione iniziale, è tratta dal volumetto "Troppi Avvocati" Ed. LA VOCE 1921, ristampa anastatica del 2006 a cura della Fondazione Forense Bolognese, Cap. I, par. 17, pagg. 80-82) per dimostrare come problematiche di circa 90 anni fa debbano oggi essere ritenute più che attuali, ed anzi ingrossate in termini esponenziali, se si considera che all'epoca in cui scriveva Calamandrei (la fonte è sempre il medesimo libro: Cap. I, par. 8, pagg. 42-43), il rapporto numerico (riferito a dati del 1913) era di 59 legali ogni 100.000 abitanti (21.488 tra avvocati e procuratori legali per oltre 36 milioni di abitanti in Italia), mentre oggi (fonte Sole 24 ore di martedì 12 ottobre 2010, pag. 39) - e sono passati meno di cento anni - la popolazione non è neanche raddoppiata (poco più di 60.000.000 di abitanti), ma gli avvocati sono diventati 213.000 (dato 2008, oggi se se stimano circa 230.000), con un rapporto (sul dato 2008) di circa 355 avvocati ogni 100.000 abitanti: dunque dove prima vi era la disponibilità di un avvocato (e molti con limitazioni, essendo procuratori legali), adesso ve ne sono ben 6 (senza limitazione alcuna)!
Sempre secondo il Sole 24 Ore (art. cit.) in Italia oggi vi sono 26 legali per ogni giudice (all'epoca di Calamandrei erano 2 per ogni giudice!) e, per fare alcuni paragoni la Francia ha 47.000 avvocati (rapporto con i giudici pari a 7), la Germania 147.000 (rapporto con i giudici pari a 6), la Spagna (fino ad oggi senza esami!) 155.000, così come il Regno Unito (rapporto con i giudici pari a 3).
In Italia ci sono circa 45.000 cassazionisti, in Francia 95 ed in Germania 44.
Non è, forse, giunta veramente l'ora di metter mano seriamente ad una riforma che serve soprattutto al Paese? E la prima necessità, per dare serietà alla professione legale, nel Paese ove esiste la più grossa "giungla normativa" del Mondo, è quella di introdurre una seria specializzazione forense!

Specializzazione: è arrivata?

martedì 5 ottobre 2010, 20.28.18 | danielechiezzi
05.10.10 ORE 19
ULTIM'ORA: TORNA IN AULA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA RIFORMA DELL'ORDINAMENTO FORENSE
http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6558.html
Aggiornamento del 05 0ttobre 2010: alla seguente pagina del sito del CNF - in calce alla circolare - il regolamento con la relazione illustrativa:

http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/BancaDation-line/Circolari/articolo6547.html




Mi sono sbagliato? Forse sì, Forse no...
Ieri è uscito il comunicato del CNF che lancia la specializzazione forense, leggibile al seguente indirizzo:
http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6543.html
Ovviamente ne condivido il principio, rimangono una serie di dubbi che, almeno in parte, saranno sciolti quando sarà disponibile il testo del regolamento.
Certo: il rinvio al 30 giugno 2011 (data indicata per la sua vigenza) da un lato è comprensibile per la necessità di predisporre l'attuazione stessa del regolamento: in primis per l'esigenza (già indicata) di adeguare il Codice Deontologico Forense.
In secondo luogo perchè ciò costituisce una specie di ultimatum al Parlamento: hai tempo 9 mesi per fare una legge, altrimenti si applica sic et simpliciter il mio regolamento!
Ma preoccupa il fatto che a breve ci saranno le elezioni per il rinnovo del CNF: si è voluto lasciare la "patata bollente", giusto con una bella riscaldatina finale, nelle mani dei futuri componenti della massima istituzione forense?
Apparentemente, comunque è un passo a favore delle associazioni specialistiche forensi ed una sconfitta di chi - in primis ANF - voleva bloccare la inevitabile spinta per la modernizzazione della professione di avvocato.
Ma è necessario formare ed informare e le prime reazioni sono quelle negative dei giovani, che non accettano la norma transitoria a favore degli avvocati con oltre 20 anni di professione (dovranno semplicemente dichiarare, se lo vorranno, una propria specializzazione).
Forse era più corretto basarsi su criteri obiettivi (ad esempio verifica dell'attività svolta in concreto) ed allargare la platea a tutti coloro che sono già avvocato (in caso di esito positivo della verifica di un già compiuto percorso specializzante).
Ma attendiamo di leggere l'intero Regolamento e vagliare tutte le prossime reazioni...

Professione avvocato, il nodo: la specializzazione!

giovedì 23 settembre 2010, 17.12.36 | danielechiezzi
Nessuno lo dice eppure, gira e rigira, questo è il problema: molti avvocati non vogliono la specializzazione forense!
Sabato l'ennesima riunione organizzata dal CNF con tutte le rappresentanze dell'avvocatura, per poi uscire con un comunicato che apparentemente dice, ma nella sostanza non dice...e dunque dice molto lo stesso (perchè ad un non dire evidentemente corrisponde un non fare!)

Il comunicato, leggibile al seguente link
http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6540.html

afferma che, recepite le varie osservazioni,  sarà discusso il testo del regolamento nella prossima seduta amministrativa.
Ma ad oggi non viene pubblicato alcun testo integrato e tanto meno le osservazioni.

Sembra di capire - soprattutto leggendo il successivo comunicato di ANF (in sintesi afferma che sia ancora necessario discuterne, in linea con la contrarietà di fondo che tale sigla ha più o meno sempre manifestato! - che in realtà tutto sia ancora piuttosto in alto mare...
D'altra parte a parole tutti auspicano (ed in alcuni casi promettono, come il Ministro Alfano) la prossima ripresa dell'esame parlamentare della riforma dell'Ordinamento Forense, ma anche su tale versante tutto è inevitabilmente finito in un angolo buio e non pare prossima una nuova accensione delle luci su tale tema.
Intanto tutti si lamentano: gli avvocati che non vengono pagati, i clienti che non vengono assistiti, magistrati che danno colpa agli avvocati dei mali della giustizia (troppi avvocati, che debbono inventare le cause per campare, più o meno il senso di ANM).
Io ritengo che sia ineludibile partire da un dato di autocritica, perchè altrimenti ne ne usciremo più, se non con il funerale della nostra professione (piuttosto malata cronica, ad oggi): nel nostro ambito professionale viene prima il diritto dell'assistito o la parcella dell'avvocato?
Troppi, oggi, per fame, per impostazione, per cultura (sbagliata) ormai rispondono che prima viene la pagnotta!
E gli stessi clienti, sempre più spesso (per le medesime ragioni di cui sopra) ribaltano il concetto: "chi mi assiste a minor costo?"
Ma in questo modo "risparmiano" per avere assistenza formale (il nome di un difensore e di un patrocinatore), ma rischiano gravi pregiudizi ai propri diritti.
E questa spirale porta il sistema giustizia sempre più in basso.
In realtà soltanto obbligando tutti gli avvocati a scegliere una specializzazione (ed una soltanto!) il cliente, anche sprovveduto non potrà non sapere a chi si rivolge, rielevando il grado di tutela e di serietà professionale...
Ma riusciremo a vedere una simile riforma? I poteri forti non ne hanno interesse...