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Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

domenica 11 dicembre 2011

AVVOCATI: SVEGLIATEVI ED INFORMATEVI SULLA VOSTRA PROFESSIONE

domenica 15 maggio 2011, 19.48.43 | danielechiezzi
Purtroppo sento sempre più in giro una serie di "improperi" sulla mia professione, spesso a sproposito per bocca di avvocati.

In primo luogo il profilo previdenziale: tutti contro la Cassa Forense!

Spero che prima o poi ognuno si documenti adeguatamente per comprendere quanto sia preferibile rimanere con la nostra Cassa, piuttosto che finire... in bocca all'INPS!

Lo spiega bene l'ultimo numero di Modello 5, perodico della Cassa Forense pubblicato in abbinamento ad Italia Oggi (e spedito a tutti gli iscritti alla Cassa).

Non volete pagare il 14+4 % oggi imposto dalla Cassa? L'alternativa è il 26,7% della gestione separata INPS! Con livelli di pensione ad oggi più elevati rispetto all'aspettativa INPS.

Certo che certi dati non aiutano il lavoro della Cassa...

Come  possano esistere e resistere (avvocati iscritti all'Albo al 31.12.10):
9.334 avvocati no reddito iscritti alla Cassa
1.591 avvocati con reddito negativo iscritti alla Cassa
3.668 avvocati con reddito pari a zero iscritti alla Cassa
23.494 avvocati con reddito fino a 9.000,00 euro iscritti alla Cassa
7.020 avvocati con reddito fino a 10.077,00 euro iscritti alla Cassa

...è un mistero...(sono sotto soglia di iscrizione, non potendosi garantire la continuità professionale)

a dire il vero costituiscono un mistero anche i 55.028 avvocati non iscritti alla Cassa dei quali:
17.321 sono senza reddito
899 hanno un reddito negativo
19.631 hanno un reddito pari a zero
13.325 hanno un reddito fino a 9.000 euro
822 hanno un reddito fino a 10.077 euro

fino a qui questi si giustificano solo se sono al primo anno di iscrizione volontaria alla Cassa e dunque all'inizio della professione

ci sono poi altri circa 3.000 avvocati non iscritti alla Cassa con redditi da oltre 10.077 euro fino ad oltre 500.000 euro (ma sopra ad euro 86,700 sono solo 66 unità)...come fanno a non essere iscritti alla Cassa?

Intanto il numero degli avvocati continua ad aumentare (alcune stime parlano di oltre 240.000 iscritti all'Albo) ed il reddito medio continua a scendere.

Per prendere la pensione, bene che vada, aspetteremo i 70 anni (prima categoria a varare tale soglia, peraltro identica per uomini e donne). Aspetteranno tale momento, tranquillamente anche gli iscritti con redditi minimi? Fanno in realtà altro nella vita? E come?

La riforma dell'Ordinamento forense langue (è sparita da settimane dagli ordini del giorno della Commissione Giustizia della Camera, in attesa di dati - richiesti a più soggetti, istituzionali e non - in grado di illustrare la situazione di tale professione su tutto il territorio e per sottocategorie).

Siamo proprio sicuri che la miglior soluzione sia lasciare immutata la nostra legge ordinamentale, quando ogni giorno le cose peggiorano sotto qualsiasi profilo, con un decadimento progressivo della qualità della professione e - conseguentemente - dei servizi resi agli utenti di giustizia?

Io vorrei vedere in giro solo avvocati con la A maiuscola! Ma la vedo sempre più complicata..

per la separazione delle carriere giudici - pm

martedì 10 maggio 2011, 14.37.32 | danielechiezzi
 
Giovanni Falcone nel 1991 fu intervistato da Repubblica, esprimendosi chiaramente per la separazione delle carriere:
 “Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para- giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti.
 Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte” (Giovanni Falcone, La Repubblica, 3 ottobre 1991).
 La separazione delle carriere è l'anello mancante per una vera giustizia di stampo accusatorio, per completare il disegno voluto dai padri del codice di procedura penale introdotto in Italia nel 1989, per dare finalmente attuazione all'articolo 111 della Costituzione che prevede un giudice terzo e non posto (come ha fatto ieri il procuratore di Bergamo) sullo stesso piatto della bilancia della pubblica accusa.
 Tutti cercano un assassino ed è giusto cercarlo, ma una volta posto sotto processo qualcuno non si deve credere, come è facile con l'impostazione di giudice e PM sullo stesso piatto della bilancia, che ad accusa debba necessariamente corrispondere responsabilità e, conseguntemente, condanna.
 Un vero processo deve verificare compiutamente in dibattimento se l'accusa sia sorretta da elementi "al di là di ogni ragionevole dubbio", perchè la Costituzione impone l'assoluzione, senza la certezza processuale della responsabilità penale di qualsiasi imputato.
 E SE FOSSE INNOCENTE? Questo è il vero quesito di ogni processo penale, perchè non è tollerabile un condannato qualunque, un caprio espiatorio per placare le folle alla ricerca di un mostro, chiunque esso sia. Perchè non sarebbe giustizia ed il vero mostro rimarrebbe libero, protetto da un innocente in galera; libero anche di colpire.
 Ecco perchè è importante che il giudice sia completamente autonomo e privo di condizionamenti da parte del pubblico ministero: per poter valutare con assoluta autonomia ed evitare di cadere nell'errore di qualcuno che impone la sua presenza nello stesso punto della bilancia ove si trovi il giudice, quest'ultimo non libero di soppesare le ragioni poste sull'uno o sull'altro piatto, facendo liberamente oscillare l'ago fino a fermarsi sul punto di ragione, secondo gli elementi forniti dalle parti in giudizio.

L'Italia giudiziaria è unita?

martedì 10 maggio 2011, 14.35.35 | danielechiezzi
Oggi il tema è innegabilmente l'unità d'Italia...
Ma può dirsi unitario uno stato, che peraltro si definisce "di diritto", quando la giustizia funziona a macchia di leopardo e con riti assai diversificati nonostante un unico codice processuale?

Solo per le diverse organizzazioni dei singoli uffici l'incidenza sostanziale è notevole ed in primo luogo sulla "obbligatorietà dell'azione penale.
Alcune procure riescono (è esatto il termine "riescono"?) a perseguire qualsiasi tipo di reato, anche i più bagatellari...
Altre non sono nelle condizioni di formulare in concreto una valida accusa anche a fronte di ipotesi di reato assai rilevanti!
In alcuni tribunali la prescrizione di fatto non è mai applicata, in altri costituisce uno dei più rilevanti motivi di definizione dei procedimenti.
In alcune realtà il giudizio immediato sta diventando una regola irrefrenabile, in altre sembra quasi che i relativi articoli del codice siano sconosciuti alle procure.
L'atteggiamento dei GIP-GUP in tema di abbreviato sposta i luoghi delle rapine in autostrada su e giù per la penisola (si cerca di agire nei tratti ricadenti in circondari ove i relativi giudici di tribunale sono più indulgenti).
In alcune realtà i furti commessi contro ignoti vengono archiviati de plano.
In altre le procure ci impegnano risorse, come ad esempio i rilievi della scientifica...
E come dimenticare intercettazioni telefoniche e consulenze tecniche?
Alcune procure ne fanno un uso mastodontico, altre sono assai più contenute nell'uso di tali strumenti di indagine.
L'arbitrio del singolo ufficio sembra talvolta prevalere sulle regole scritte che, per definizione, dovrebbero essere "generali ed astratte", volte ad omogeneizzare le linee guida di tutti gli uffici tra di loro omologhi.
E la giustizia, per assoluta condivisione, è forse l'unica materia (insieme alla difesa) di chiara ed esclusiva competenza statale, senza alcuna apertura al federalismo.
Ma nella pratica è assai peggio di qualsiasi deteriore ipotesi di federalismo giudiziale: è un percorso nella giungla, pieno di imboscate procedimentali, ben lontano da quello che si definisce autenticamente "stato di diritto"!

L'Italia politica, la storia e il Tricolore

martedì 10 maggio 2011, 14.34.52 | danielechiezzi
 Riflessione parapolitica del sabato mattina:
  guardando sventolare il Tricolore mi sono reso conto che ormai, storicamente, c'è un errore: i tre colori sono azzeccati, ma il bianco ed il rosso dovrebbero essere invertiti di posizione: verde = nord leghista, rosso = centro comunista, bianco = sud (un tempo si poteva dire democristiano, oggi, più semplicemente, opportunista)...il problema è che non ci trovo il mio colore, che però è l'unico che, guarda un po', unisce tutta l'Italia: l'azzurro!
     

http://ilbuondiritto.splinder.com/post/24530828/wwwseparazionecarriereit

martedì 10 maggio 2011, 14.32.45 | danielechiezzi
Ieri, in concomitanza con la manifestazione nazionale UCPI "Costruire la riforma", ha preso il via il sito tematico - sempre a cura UCPI - www.separazionecarriere.it. che verrà costantemente aggiornato con i contributi attuali (in primis gli esiti della manifestazione di ieri e di oggi) di tutti coloro che sono intervenuti ed interverranno sul tema.

Da notare fin da subito (interventi di ieri) la non contrarietà del Dr. Giorgio Santacroce, Presidente della Corte d'Appello di Roma, l'impegno del Ministro Alfano a portare in fondo la riforma entro la presente legislatura, con l'impegno di rimettere al referendum confermativo (trattandosi di modifica costituzionale che non verrà approvata con la maggioranza superqualificata dei due terzi ci ciascun ramo del Parlamento) e dunque al voto popolare tale riforma (che già ebbe - a costituzione invariata - un esito clamoroso al referendum abrogativo, purtroppo non raggiungendo il quorum, che però non è previsto per il referendum confermativo).
Importanti anche gli interventi adesivi dei giornalisti Luigi Covatta (ex parlamentare di area socialista) e Piero Sansonetti autorevolissima voce della sinistra.
Chiara e precisa, in senso adesivo, la voce del CNF rappresentata dal Segretario Avv. Andrea Mascherin.
Determinanti le voci del Prof. Ignacio Flores Prada (Università di Siviglia) e dell'Avv. Prof. Josè Antonio Barreiros (Università di Lisbona) che hanno illustrato la separazione delle carriere in Spagna e Portogallo (questo Paese, di recente, ha introdotto il doppio CSM).
L'impegno di tutti gli iscritti alla Camere Penali è totale su questo fronte perchè fondamentale - per il giusto processo - è il raggiungimento della terzietà del giudice, per liberarlo dalla stretta soffocante del pubblico ministero, limitandone la libertà decisionale.
Tutto questo ed altro ancora, compresi i contributi storici fondamentali (in primis quello del compianto Dr. Giovanni Falcone) su http://www.separazionecarriere.it/