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Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!
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lunedì 5 dicembre 2011

martedì 23 settembre 2008, 9.41.11 | danielechiezzi
Iniziamo dal..."declino magistrale", inteso come svilimento del corso universitario che conduce oggi alla laurea magistrale in giurisprudenza...
Ritenere che nei prossimi lustri si possa riuscire a mutare "il succo" di tali corsi di laurea (salve ovviamente alcune rare ed eccellenti eccezioni) in senso formativo professionale (oggi siamo prossimi allo "zero assoluto", come nel superacceleratore del Cern di Ginevra!) non solo è una chimera, ma anche esercizio di autolesionismo...
DIco subito che sono molto scettico su tutto quello che si chiama "scuola" in ambito professionale e dunque non ho una buona impressione di tutti quei corsi generalisti e preimpostati a tavolino con "monte ore" di insegnamento teorico-pratico che a ben guardare, in concreto, lasciano ben poco ai discenti...
Insomma: chi vuole fare il carrozziere si deve sporcare le mani in carrozzeria...e chie deve fare l'avvocato...si deve fondere la testa dentro uno studio legale e le corde vocali nelle aule di tribunale (nel primo non certo a far da segretaria e nelle seconde non certo a far da spettatore).
Qualsiasi formazione si fa, seriamente, solo e soltanto con la pratica "in campo"...tutto il resto è, almeno per lo più, puro esercizio di fantasia!
E per poter consentire agli avvocati di domani di divenirlo veramente (dunque non mera forma del titolo, bensì sostanza del professionista) vedo un'unica via (che ho cercato, ovviamente di introdurre con la mia bozza di modifica sulla pdl C: 1004 Pecorella):
centralità assoluta della pratica, accanto e per conto di un dominus, con ampia possibilità di sostituzione del "maestro" su sua delega (espletabile in qualsiasi procedimento anche di tribunale in quanto sotto responsabilità del patrono)
non remuneratività della pratica: molti "mi infameranno" per questo; ma preferite che l'obbligo di remunerazione di fatto diventi il vero sbarramento all'accesso? volete che soltanto pochi eletti trovino posto in studio poichè "figli di papà", con sostanziale impossibilità ai tanti, bravissimi, figli di "nessuno" ,che in ben pochi accoglierebbero, con certo onere di corresponsione stipendiale?
Quanti anni si deve formare un medico prima di iniziare a guadagnare? Eppure il sistema procede, i medici abbondano da ogni estrazione sociale...
Per la nostra professione, pur con la gratuità della pratica, il tempo di formazione rimane inferiore a quello dei medici e poi, se dopo due-tre anni il praticante,  affidabile e capace, avrà saputo dimostrare sul campo la sua "utilità, statene certi: troverà molto più facilmente la via per rimanere stabilmente dove ha svolto la pratica oppure sarà comunque richiesto in altri studi che avranno avuto l'occasione di conoscerlo...
Perchè pensare che un domani prossimo un praticante riesca, appena superato l'esame, ad aprire uno studio ex novo...la vedo molto dura e comunque sconsiglierei chiunque (soprattutto in grossi centri) dall'assumere una simile iniziativa: costi alti ed eccesso di clientela in difficoltà economiche; l'audace avrebbe solo la certezza di partecipare ad un'asta al ribasso per lavorare praticamente a rimessa ed in condizioni professionali assai difficili...
Comunque un grosso "in bocca al lupo" a tutti coloro che ci credono veramente: solo per questo se lo meritano!

domenica 4 dicembre 2011

giovedì 27 marzo 2008, 16.00.40 | danielechiezzi
Un buon punto di partenza!
Così è definibile il testo condiviso da UCPI, AIAF, AGI, UNCAT, quale prima proposta di disegno di legge per la riforma dell'ordinamento forense, da presentare alle forze politiche che costituiranno il nuovo Parlamento a partire dal prossimo 29 aprile.
Tra i files leggibili in basso a destra pubblico l'intero disegno presentato pubblicamente ieri e già commentato oggi sulla stampa quotidiana specialistica.
Di seguito il mio primo commento a caldo, inviato direttamente sul forum UCPI.
"Dunque ieri ha preso ufficialmente il via la battaglia per la specializzazione forense e, più in generale, per una moderna riforma della nostra professione.

Sono particolarmente contento che le 4 maggiori associazioni specialistiche - ma perchè non anche la camere civili? - abbiano sottoscritto il medesimo disegno di legge da presentare ufficialmente a tutte le forze politiche che si insedieranno nel prossimo Parlamento (il mio desiderio, irrealizzabile, sarebbe: non più di 2!).

Un ottimo punto di partenza per arrivare finalmente alla nostra nuova legge ordinamentale.

Ovviamente punti cardine sono l'introduzione di una vera e propria specializzazione, già definita nella legge, senza pericolosi "lasciapassare in bianco" al CNF e la settorializzazione del patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori.

Viene correttamente limitato l'attuale sistema ordinistico introducendo correttivi elettorali (attivi e passivi) e soprattutto reso assai più serio il sistema disciplinare, affidandolo ad un soggetto distinto rispetto al consiglio dell'ordine circondariale di appartenenza.

A "prima lettura", faccio, però tre piccole osservazioni, che spero possano far riflettere su eventuali correzioni (salvo poi approfondire in futuro).

La prima, assolutamente tecnica, riguarda l'art. 21:
è stata completamente ignorata la sezione tributaria della suprema Corte, in tal modo nessuno in futuro potrà abilitarsi per difendere innanzi a detta sezione (restano abilitati secondo la norma transitoria tutti i cassazionisti di oggi)

La seconda è di sostanza e riguarda noi penalisti:
non serve a niente introdurre la settorializzazione del patrocinio in Cassazione se non si prevede (e si badi bene: nel principale interesse dell'imputato!) il vincolo della sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato (cassazionista) eliminando il ricorso personalmente sottoscritto dall'imputato, poichè tale possibilità consente oggi a tutti gli avvocati "generici" di essere "cassazionisti penalisti occulti" (e senza detta correzione lo sarebbero anche domani). Ovviamente sarebbe necessario introdurre anche l'obbligo - sanzionabile deontologicamente - per l'avvocato non cassazionista di richiedere, nell'interesse del proprio assistito (anche d'ufficio) che non voglia o non possa nominare un cassazionista, all'ufficio che ha emesso il provvedimento ricorribile per cassazione, di nominare un difensore d'ufficio cassazionista, prevedendo parallelamente l'indicazione negli elenchi dei difensori d'ufficio di coloro che sono abilitati a detto patrocinio.

La terza osservazione è di prospettiva politica del progetto:
Se si vuole introdurre la specializzazione forense si deve avere il coraggio di introdurre la specializzazione sin dall'accesso.
Diversamente si rischia di imporre le maggiori difficoltà ai giovani più meritevoli.
Si pensi al caso di colui che fa pratica nel più importante studio di amministrativisti (per una volta evito di esemplificare con i penalisti), seguendo tutti i migliori corsi esistenti in materia e praticando quotidianamente e con profitto detta materia.
Perchè mai mortificarlo e metterne a repentaglio l'abilitazione imponendo lui un esame da generalista, con materie che ormai non lo riguardano da anni.
Gli istituti base li ha già imparati all'università, se è laureato, meglio sarebbe occuparsi del suo approfondimento di ciò che effettivamente lo occupi professionalmente!

Un'ultima cosa: credo che necessiti una maggiore attenzione alle norme transitorie (intanto la tecnica legislativa impone di metterle tutte insieme ed in fondo, con un articolato a parte e non all'interno degli articoli sostanziali a carattere permanente) perchè potrebbero essere foriere di ingiustizie e di vero ostacolo (se non calibrate meglio) all'approvazione del progetto, che è rivolto inevitabilmente al domani."