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Montepulciano, Siena, Italy
Avvocato, ora anche consigliere comunale di opposizione a Montepulciano, con la lista civica "Daniele Chiezzi per Montepulciano". Che ancora, nonostante tutto, ci crede. E lo esprime come può, con i propri limitatissimi mezzi, cercando di dare voce anche agli altri, ad iniziare da questo blog. Il motto: non esiste attività umana in grado di affermare giustizia assoluta...ma almeno cerchiamo di migliorarla il più possibile!

sabato 26 aprile 2014

Presentata la lista per le comunali di Montepulciano

Si parte con la campagna elettorale. Su Facebook troverete il programma elettorale completo.
Iscrivetevi al gruppo "Daniele Chiezzi per Montepulciano", troverete tutto il materiale ed ogni aggiornamento, da oggi al 25 maggio.
Sono a disposizione di chiunque voglia sottopormi problemi reali relativi al Comune di Montepulciano ed al suo territorio, o comunque indicarmi tematiche da trattare.
Montepulciano ai cittadini e non più ai partiti!

domenica 24 novembre 2013

Ripartiamo in questa nuova, difficile, condizione...

Non avevo abbandonato questo blog, per semplice inerzia...
Sono passati due anni molto difficili per la legge che ha portato alla chiusura di 30 tribunali circondariali e 220 sezioni distaccate.
E contro questa decisione molto mi sono impegnato, anche se, purtroppo, senza portare a casa alcun risultato.
Un vero cataclisma, ma con differenti esiti luogo per luogo.
Per fare un esempio, a prima impressione delle due realtà che più mi riguardano: chiuso Montepulciano a Siena è arrivato un gran caos, chiuso Orvieto sembra che a Terni funzioni tutto...
Vorrei ripartire da qui, convinto (e non mi arrendo) che chiudere il tribunale di Montepulciano sia stato un grande sbaglio: in primo luogo per le notevoli distanze (da alcune zone del circondario si superano i 100 chilometri da Siena) e le effettive difficoltà di collegamento, ma anche per la carenza strutturale del palazzo di giustizia di Siena, già non idoneo per il carico precedente ed assolutamente inadeguato per far fronte al carico attuale (oltre a quello dell'ex tribunale di Montepulciano è arrivato anche quello della ex sezione distaccata di Poggibonsi).
E' attiva una commissione ministeriale che dovrebbe verificare gli esiti di questa traumatica e repentina chiusura di uffici giudiziari, secondo questo strano modo di operare: prima si è chiuso e poi si guarda se la cosa è positiva o meno.
Il territorio ex circondario di Montepulciano è per buona parte zona montana e di ciò si dovrebbe tener conto al pari di altre realtà che sembrano più sotto osservazione sotto tale profilo.
Ma questo è solo un primo spunto, molto altro c'è da dire a sarà detto...
E poi pende l'ammissione del referendum abrogativo voluto da molte regioni (ma non dalla Toscana), superato il primo scoglio (la Cassazione) adesso ci sarà quello più difficile (la Corte Costituzionale, entro febbraio 2014), per il possibile voto nella primavera 2014.
Vorrei aprire un dibattito su questo tema.
Chiunque può intervenire sul punto.

giovedì 1 marzo 2012

Noi non ci stiamo (con l'OUA)!

Piena condivisione del comunicato UCPI.
L'UCPI non aderisce all'astensione proclamata dall'OUA.
Ecco il comunicato della Giunta di ieri. I penalisti lottano per difendere i diritti dei cittadini e non quelli di bottega.

"LA POSIZIONE DELL'UNIONE SULLE LEGGI CHE RIGUARDANO LA PROFESSIONE FORENSE
In questo momento così difficile e cruciale per il destino dell'Avvocato, l'Unione continua nella strada dell'interlocuzione politica senza la debolezza di cedere ad iniziative tanto facili quanto sterili e lontane dalla nostra tradizione di garanti dei diritti di difesa dei cittadini.

COMUNICATO

L’Unione delle Camere Penali ribadisce la propria solidarietà alle istituzioni forensi ed alle iniziative che si propongono di denunciare la liquidazione di fatto della specificità della funzione forense e la sua mercificazione. Gli emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni e, soprattutto, l’odierna ripresa dell'esame del disegno di legge di riforma forense (unica via utile a modernizzare e qualificare effettivamente la figura dell’avvocato) costituiscono il segno di una possibile inversione di tendenza rispetto agli ultimi, improbabili, interventi sullo statuto del difensore. Ciò si afferma pur nella consapevolezza che l’apertura al socio di capitale, sebbene non più maggioritario, continui a rappresentare un grave vulnus all’indipendenza del difensore, e che il tirocinio svolto nelle aule universitarie e non nei Tribunali costituisca nulla più di una finzione scenica. Tuttavia, anche su questi temi, bisogna mettere alla prova dei fatti la disponibilità al confronto da ultimo dichiarata da parte delle forze parlamentari; disponibilità che deve indurre l'avvocatura, nel solco della propria storia, a coltivare il confronto, duro e aperto, con la politica, proseguendo l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa i rischi concreti che talune innovazioni comportano per la tutela effettiva dei diritti dei cittadini. Ciò impone però di evitare atteggiamenti e pratiche parasindacali, ovvero folcloristiche pretese di abdicazione all'onere volontariamente assunto di assistere, secondo un qualificante precetto costituzionale, i cittadini privi di un difensore di fiducia o, ancor peggio, quelli meno abbienti. Su questa deriva l’Unione delle Camere Penali, in ossequio ai principi che ne guidano da sempre l’attività associativa, non è disponibile ad alcuna concessione: noi continueremo a difenderli, gli ultimi, e con loro difenderemo il nostro ruolo. Soprattutto l’impegno, in questo momento, non può passare attraverso il logoramento dello strumento dell’astensione dalle udienze, che finirebbe per consolidare una posizione corporativa fine a se stessa e poco comprensibile all’esterno. Ciò, ovviamente, non significa affatto abbassare la guardia: ove i futuri sviluppi politici confermassero forme di limitazione dell’autonomia del difensore ovvero una sua dequalificazione, l'Unione della Camere Penali non esiterà a denunciare pubblicamente la prevalenza di chi vuole liquidare un ruolo, quello dell’avvocato, fondamentale per la vita democratica ed a ricorrere a forme mirate ed incisive di protesta.
Sia chiaro a tutti che i beneficiari della battaglia per il rinnovamento della professione forense, ancor più che gli avvocati, devono essere i diritti dei cittadini, che solo difensori indipendenti, di provato rigore deontologico e specializzati possono garantire effettivamente. L’Unione lavora per questo e contro qualsiasi istanza corporativa.
La Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane"

mercoledì 22 febbraio 2012

MA CHI TI DIFENDE?: lettera aperta all’opinione pubblica

A Te cittadino, soggetto della giustizia.

Vai dal dermatologo se hai la pressione alta? O dal cardiologo se hai un arrossamento sul dorso di una mano?

I diritti hanno importanza paragonabile alla salute. Perdere casa, l’onore o la libertà è forse meno grave che star male fisicamente?

E’ il Tuo diritto di difesa ad essere messo in discussione. Oggi le procedure sono sempre più complesse ed il rischio è tornare alla giustizia per i soli ricchi e potenti, che potranno sempre scegliersi il miglior difensore possibile.

Hai diritto alla miglior difesa possibile: ad un avvocato civilista se hai una causa civile e ad un penalista se hai una causa penale.

Ogni processo richiede la presenza di un difensore che sia in grado di assicurare all’anzidetto diritto “effettività” e “concretezza”, condizioni, quest’ultime, che devono necessariamente coesistere per evitare che il “diritto” rimanga solo una mera affermazione di principio, priva di sostanza. 

Quando ci rivolgiamo ad un medico abbiamo il diritto di pretendere che il medesimo sia in grado di assicurarci tutte le cure più idonee.

Quando ci rivolgiamo ad un avvocato abbiamo il diritto di pretendere, nello stesso modo e per gli stessi motivi, che egli sia in grado di assicurarci un’adeguata assistenza e difesa.

Oggi spopola l’avvocato tuttologo: si occupa di tutto, costa poco, ma i rischi sono tutti sulla Tua pelle!

Ancor più se si parla di processo penale: rischi tutto. La libertà (se Ti arrestano), il patrimonio (se Ti sequestrano beni), la dignità (se la notizia del processo a Tuo carico finisce sul giornale).

Ugualmente se sei vittima di un reato: se non hai adeguata tutela rischi di non avere sufficiente considerazione per i Tuoi diritti quale offeso o danneggiato dal reato. E’ evidente l’esigenza di uno specialista.

Oggi in Italia ci sono 250.000 avvocati, ma la legge è più o meno la stessa di quando ce n’erano 25.000. Ma oggi è consentita la pubblicità, inoltre sono stati eliminati obblighi comportamentali che costituivano garanzia per i clienti.

La colpa è anche degli avvocati, sempre meno qualificati ed attenti alle regole deontologiche; vale a dire quelle che impongono un comportamento chiaro e corretto verso i clienti e verso tutti gli altri soggetti professionali che interagiscono con lui.

Ma chi fa le leggi ha le sue gravi colpe: anziché chiedere maggior preparazione, nonchè una scelta di qualificazione specialistica a ciascun avvocato, ne allenta i profili, abbassando i margini di garanzia per i cittadini, che dagli avvocati devono essere difesi.

Noi siamo per un avvocato serio e qualificato, che scelga il settore ove operare, senza tentennamenti, per offrire la corretta e completa assistenza, che dovuta ad ogni singolo caso di cui si occupa.

I penalisti italiani che si riconoscono nell’Unione delle Camere Penali Italiane vogliono questo: serietà e capacità professionale a garanzia dei diritti di tutti, con una scelta chiara e visibile.

Chiunque dovrebbe imparare a fare una prima domanda ad un avvocato, prima di esporre il proprio caso: in quale materia lei è specializzato? Ma nessuno lo fa!

Si introducano, sì, regole nuove, ma di vera tutela dei diritti di ciascun cittadino, si imponga una specializzazione e non la libertà di occuparsi di tutto ed a qualsiasi costo.

E per costo non si intenda la parcella, ma il rischio che un diritto mal gestito possa ingiustamente essere vittima di una cattiva scelta.

Tu cittadino: esigi un avvocato preparato, curati che l’assistenza che Ti prospetta sia sempre adeguata, secondo criteri di professionalità, serietà, aggiornamento ed impegno.

Ma per far questo devi lottare per un avvocato libero: non succube di un padrone, forte del suo potere economico, che imponga una società ai suoi avvocati.

Non, dunque, un avvocato stretto nella morsa di false liberalizzazioni, che portino i soliti gruppi potenti (banche, assicurazioni, grandi aziende) a diventare i padroni degli avvocati.

Non importa, infatti, se gli avvocati siano giovani od anziani, ma conta che gli stessi siano in grado di difenderti adeguatamente.

E necessario pensarci: prima di scegliere e condividere normative che vadano nella direzione opposta, perché tra Te ed il potere riuscirai a non soccombere solo se avrai un forte avvocato al Tuo fianco, per difendere i Tuoi diritti, senza alcun timore reverenziale.

Spontaneamente, dal cuore di alcuni avvocati iscritti alle Camere Penali Italiane, che non vogliono confondersi con le manifestazioni del teatro Adriano di Roma del 23 febbraio 2012.